Don't panic

Day ten: Tuesday (at last!)
Remus iniziò lentamente a riprendere conoscenza. Aprì di poco gli occhi,
guardandosi intorno: era in infermeria. Ok, un posto tranquillo e che
conosceva. Probabilmente poteva tornare a dormire; richiuse gli occhi con un
sospiro soddisfatto e tornò a crogiolarsi negli ultimi barlumi di sonno.
Ovviamente, il pensiero cosa ci faccio in
infermeria? non prese subito forma nella sua,
solitamente, perspicace mente. Piuttosto, aggrottando le sopracciglia, Remus
alzò le mani e se le mise sul petto.
Gli ci volle qualche secondo per capire che qualcosa non andava. O meglio,
gli ci vollero circa cinque secondi per capire che andava tutto a
meraviglia, finalmente. I budini
suo sul petto erano spariti, non c'erano più,
poof, scomparsi.
Aprendo un occhio solo e controllando che non ci fossero estranei nella
stanza, portò la mano sinistra in mezzo alle gambe e… oh! Che bello avere
tutti i pezzi giusti.
Remus non si era mai sentito così felice di essere nel letto dell'infermeria
ed essere maschio.
Oh, che bella parolina! Maschio!
Remus decise che l'avrebbe ripetuta per tutto il giorno, quel giorno, perché
aveva un suono così bello, così soave, così…
"Hai fatto sogni sconci, Moony?" Chiese una voce (sì,
quella voce) alla sua
destra.
Remus spalancò gli
occhi, si voltò, sobbalzò, si mise a sedere e tolse la mano dal posto non
propriamente consono in cui la teneva in poco meno di una frazione di
secondo. Ed ebbe anche tempo di arrossire come un idiota, nel mezzo di tutto
questo. Sirius era accovacciato su una sedia accanto a lui e lo guardava
divertito.
"Certo che no." Borbottò l'altro ragazzo, entusiasmandosi nel sentire la sua
voce bassa e lievemente roca. Oh, la sua voce. Non gli era mai piaciuta, ma
ora la adorava. Guardò Sirius e stava per esultare di gioia per aver
riconquistato il suo aspetto, quando Black gli afferrò la mano e la strinse.
Oh, pensò Remus,
mentre, improvvisamente, ricordava tutto quello che era successo il giorno
prima. Oh cazzo,
pensò quando ebbe finito di ricordare. Ritirò la mano e continuò a fumare
d'imbarazzo, guardando accuratamente la finestra. Oh, che carina, era anche
bel tempo. Non sapeva per cosa esattamente era in imbarazzo (Toh,
un uccellino): forse perché aveva confessato i
suoi sentimenti, forse perché era finito nel letto di Sirius ed era stato
anche felice di
finirci, ma comunque non era quello il punto. Il punto era che si sentiva
imbarazzato, arrabbiato ed anche leggermente umiliato. Naturalmente per
colpa di Sirius, della stupidità di Sirius, della superficialità di Sirius,
dell'irresponsabilità di Sirius e, ovviamente, delle sue proprie stupidità,
superficialità e irresponsabilità che, doveva essere sincero mentre guardava
quel passerotto che cinguettava felicemente sul davanzale della finestra,
avevano largamente contribuito a creare quel tutto.
"Remus." Lo chiamò Sirius, dopo un sospiro.
Sirius non sospira, pensò Lupin, continuando a
guardare il passerotto. Se Sirius aveva sospirato poteva voler dire un sacco
di cose: che era stanco, che aveva sonno, che era rassegnato, che era
triste… o che stava per fare un discorso estremamente serio, un evento che
capitava una volta ogni due anni e che, generalmente, non portava mai a
nulla di buono. Tranne quella volta che gli disse che erano finalmente
diventati Animagi… forse. Doveva ancora decidere se quella cosa era una cosa
buona o una cosa cattiva. E poi non è che Sirius avesse fatto quel discorso
tanto seriamente. Sì, però il punto non era quello. Il punto era che Sirius
aveva di nuovo preso la sua mano e stavolta non sembrava intenzionato a
lasciarla sgusciar via. E, ovviamente, il problema era che Sirius stava
davvero per
iniziare un discorso serio.
"Come mai sono qui?"
Chiese velocemente Remus, abile nell'arte di evitare i discorsi seri di
Sirius.
Black sospirò di nuovo. Stavolta sembrava rassegnato.
Uno a zero per Lupin,
pensò qualche parte malata del cervello di Remus, prima che questi la
mettesse a tacere con un ringhio sommesso.
"Ieri sera sei
collassato addosso a James, quando ti abbiamo portato qui ci hanno detto che
l'effetto della pozione stava svanendo e che avevi bisogno solo di dormire
ed aspettare che il processo si concludesse o qualcosa del genere. Silente
si è dilungato parecchio sui perché e sui come di questa pozione, ma
sinceramente non ho capito nulla." Sirius lanciò un'occhiata di sottecchi
all'altro ragazzo e, notando che lo stava guardando, gli mostrò uno dei suoi
ghigni migliori. "Ero preoccupato per te, quindi non l'ho ascoltato."
"Oh, sì, ok." Remus evitò di aggiungere: ok,
ora puoi andartene? Ti prego! con voce
lamentosa e gli occhi pieni di lacrime. Piuttosto, riprese a guardare il
passerotto, pensando che forse (forse…)
era ora di affrontare la situazione e risolvere la questione una volta per
tutte. Stavolta fu lui a sospirare. "Senti, Sirius…"
"Guarda che non devi
dire niente!" Lo bloccò l'altro ragazzo con convinzione, facendolo voltare
repentinamente. "Io lo so cosa provi."
Possibile che Sirius
fosse improvvisamente diventato intelligente e sensibile?
"E capisco che per te
sia stato difficile non innamorarti di me, perché sono così bello,
simpatico, intelligente."
No, impossibile,
si rispose Remus, guardando l'amico con un sopracciglio alzato. "Volevo fare
un discorso serio."
Sirius si rabbuiò momentaneamente. "Sì, anch'io… ce l'avevo nella lista
delle cose da fare, ma poi… sai… è imbarazzante." Disse, passandosi una mano
sulla nuca e pensando che la parola
imbarazzante non doveva più ripeterla,
altrimenti qualcuno gli avrebbe lanciato un anatema contro, un giorno di
quelli.
Remus fece di nuovo un sospiro sconsolato. E' così: non doveva assolutamente
credere a quello che Black aveva detto a James la sera prima. Ed era anche
naturale, insomma, era una settimana che Remus non faceva che ripetersi:
a Sirius
piacciono le donne, le donne, le donne!
Come aveva pensato, Sirius si era solo infatuato di lui finché era stato
ragazza, poi aveva capito che aveva fatto un 'piccolo' errore e che in
realtà Remus era un maschio
ed ora le cose sarebbero andate a rotoli: la loro amicizia, i Malandrini, la
vita di Remus, Remus… Tutto a pezzi, soprattutto Remus. Già poteva vedersi
per terra, ridotto a brandelli. Non era una bella immagine, aveva qualcosa
di leggermente macabro, ma rendeva l'idea.
"Sì, anche per me."
Ammise, abbassando lo sguardo, dimentico del passerotto sul davanzale. "Lo
so che dopo quello che è successo sarà tutto più complicato, ma cerchiamo di
comportarci normalmente, ok? Dimenticare è un po' difficile, ma possiamo
sforzarci di riorganizzare il nostro rapporto, suppongo."
Sirius lo guardò con
la bocca aperta per un attimo, poi annuì con vigore. "Sì, è esattamente
quello che volevo dirti io." Disse, sorridendo al suo solito modo. Che mente
semplice che aveva Sirius: bastava dirgli che andava tutto bene e lui ci
credeva davvero; e naturalmente il povero idiota che ci rimaneva male poi
era Remus, che era stupido, ma la mente semplice non ce l'aveva mai avuta;
era così contorta, la sua testa, che le paranoie venivano fuori da tutti i
posti. Ed anche le malsane idee di seguire gli istinti di Sirius venivano
fuori da tutti posti; quelle poi erano specializzate nel comparire nei
momenti meno opportuni.
Improvvisamente, venne
riportato con i piedi per terra da Black, che, sedutosi accanto a lui sul
letto, gli aveva messo un braccio intorno alle spalle ed aveva iniziato ad
accarezzargli i capelli. "Sirius?"
"Mh?" Mugugnò l'altro,
mentre posava il mento sulla sua spalla e strofinava il naso contro la sua
guancia.
"Cosa, esattamente,
del discorso di poco fa ti è sfuggito? Perché sono disponibilissimo a
rispiegartelo, se ne hai bisogno." Remus stava disperatamente tentando di
non ringhiare, né di spingere Sirius fuori dal letto, né di afferrare quelle
forbici che, incautamente, erano state lasciate poco lontano da loro e
conficcarle nel petto dell'amico. Quello sarebbe stato omicidio e lui non
aveva nessuna intenzione di andare ad Azkaban, grazie mille.
Sirius si allontanò un
attimo. "Non hai bisogno di rispiegarmi nulla. Mi sto comportando come
sempre."
Remus ci ripensò: ok,
forse Azkaban non era poi così male come la descrivevano. E comunque, lui
stava per iniziare ad avere una crisi isterica. "Come sempre?" Sibilò,
rifilando un'occhiata tagliente al ragazzo che gli stava accanto. "Sirius,
non stiamo forse cercando di lasciarci alle spalle quell'increscioso
incidente e di ricostruire la nostra amicizia?"
"No!" Gridò sgomento
Sirius, aggrottando la fronte. "Remus, forse non hai capito tu. Io sono
serio."
"Cosa non avrei capito?" Rispose a tono Lupin, incrociando le braccia al
petto (Oh, niente
più budini). "E che diamine stai blaterando? Sei serio su cosa?"
Sirius iniziò
improvvisamente ad agitarsi, non era pratico di quelle cose. Sul lato fisico
era un maestro, ma poi cadeva come una pera sul lato sentimentale. "E' per
questo che è imbarazzante. Io non voglio che rimaniamo amici. E non sono
venuto a letto con te perché… perché in quel momento mi girava così. Cioè
sì, lì per lì è stato per questo… però… però…" Remus lo stava fissando con
sguardo pericolosamente tagliente. "Però poi ho capito che… che tu mi piaci.
Al di là del fatto che sei una ragazza o un ragazzo… Tu mi piaci ed io,
possibilmente, voglio stare con te, non come amico. Insomma voglio-"
"Sirius." Lo interruppe Remus, prima che potesse peggiorare la sua
situazione. Prese un respiro profondo e contò fino a dieci. "Pensi che sia
così facile crederti dopo che tu stesso mi hai detto che
lì per lì l'hai fatto perché ti andava?"
Afferrò le mani di Sirius e se le mise sul petto. "Non sono più una ragazza.
E non ho più intenzione di essere così accondiscendente con te, farlo in
precedenza mi ha già causato abbastanza problemi. Fai chiarezza nella tua
testa, Sirius. Sono sicuro che ti accorgerai che io non ti piaccio, almeno
non in quel senso."
Sirius scosse la testa con decisione e prese l'altro ragazzo per le spalle.
"Non ho bisogno di fare chiarezza. E' tutto chiarissimo. Ho già fatto
chiarezza. La mia mente non è mai stata così chiara." Una vocina nella sua
testa, che assomigliava tanto a quella di James, urlò: per
Merlino, Sirius! Smettila di ripetere le parole 'chiaro' e 'chiarezza' prima
che ti lanci contro un oggetto pesante e contundente.
Black la ascoltò distrattamente, intento com'era a fissare Remus e a cercare
un modo per fargli capire che tutto era dannatamente chiaro e che lui era
maledettamente serio. Oh! Ecco l'ideona: con le parole non funzionava,
magari con i gesti andava meglio. Tenendo l'altro ben fermo per le spalle,
si avvicinò lentamente a lui, fissando le sue labbra e…
Qualcosa di
indubbiamente pesante si schiantò contro la sua testa, facendolo volare a
terra. Stordito, sentì Remus pronunciare il nome di James e poi li sentì
parlare fra di loro, ma non riuscì a capire una parola di quello che stavano
dicendo. Dopo minuti di confusione, riuscì a riguadagnare la lucidità
mentale per arrampicarsi sul letto di Remus e guardarsi intorno. Remus era
sparito, ma in compenso James era proprio davanti a lui che lo fissava
minaccioso.
"Perché l'hai fatto,
idiota? E dove cavolo è andato Remus?" Gridò, sentendo poi un gran dolore
alla testa. Si accasciò sul letto ed attese che il dolore passasse. Ma che
cavolo gli aveva tirato in testa quell'idiota di Potter? Voltandosi scoprì
di essere stato colpito da niente meno che il libro di Trasfigurazione. Un
volume spesso e rilegato in cuoio. Pesante. E doloroso.
"L'ho mandato via,
prima che tu lo violentassi!" Rispose freddamente James. Aveva una grossa
vena pulsante sulla tempia e lo sguardo da folle maniaco che aveva anche la
sera prima. Solo che stavolta faceva meno paura o forse era semplicemente
più comico o forse la vista di Sirius faceva brutti scherzi. Non stava
impugnando le forbici, vero?
"Non lo stavo violentando." Borbottò Sirius, incapace di fare di più che
gorgogliare di dolore e arrancare sul letto. "Volevo convincerlo che sono
serio, ma tu ed il tuo dannato libro avete rovinato tutto. Vi brucerò appena
ricordo come si sta in piedi. Mi hai fatto male, James. Potresti aver
arrecato seri danni al mio cervello, sai?" Mugugnò, iniziando ad avere le
vertigini. Stava per morire? Oh, santo Godric, non ora che aveva scoperto di
amare Remus… o qualcosa del genere, comunque tutto quello era dannatamente
patetico. Nemmeno in un romanzo rosa si potevano leggere certe cose.
Non ora che aveva scoperto di amare Remus,
oh, andiamo. Ne era follemente innamorato, ma da lì ad avere pensieri così
penosi… Non era da Sirius Black, giusto?
"Il tuo cervello è
nato già irrimediabilmente danneggiato, spero di avertelo rimesso a posto,
piuttosto!" Replicò James, che, forse sentendosi un po' in colpa, aiutò
l'amico a stendersi decentemente sul letto. "Tu sei ancora convinto di
quello che mi hai detto ieri sera, eh?" Brontolò, dopo averlo sistemato e
dopo essersi seduto sulla sedia precedentemente occupata da Sirius (quando
era ancora sano e capace di stare seduto).
"James, senti: so
quello che dico e soprattutto so quello che provo. Per quanto io sia
irresponsabile e tutto il resto, diamine, su Remus non ho mai scherzato… con
Remus non ho mai scherzato… su… con… Insomma, quello che sto cercando di
dirti è che quello è un testone ed io sono dannatamente innamorato di lui,
ma lui non lo vuole accettare perché ha paura." Si lagnò Black, iniziando a
riacquistare un po' di lucidità, forse.
"Certo che ha paura,
Sirius. Tu continui a molestarlo!"
"Non mi riferivo a
quello…" Borbottò l'altro, scuotendo la testa e pentendosi di averlo fatto
quando iniziò a vedere dei puttini alati che giravano intorno a James. "Mi
riferisco al fatto che ha paura che io possa ferirlo nei sentimenti.
Suppongo che abbia anche ragione a non fidarsi di me, ma… Dannazione, James,
di a quell'affarino con le ali di smetterla di ridere di me!" Gridò,
indicando un putto particolarmente dispettoso che lo guardava ridacchiando.
James alzò un
sopracciglio e si guardò intorno. Notando che non c'era nessuno nei paraggi,
iniziò seriamente a valutare l'ipotesi di aver danneggiato quel poco di
cervello funzionante che Sirius aveva. "Ehm… sì, glielo dirò, Sirius."
Disse, capendo che doveva assecondarlo, poverino.
Sirius si mise un
braccio davanti agli occhi e sospirò. "Che devo fare, Prongs? Io voglio
davvero stare con lui e so che anche lui vorrebbe. Ma non vuole credermi.
Pensa che io sia innamorato di lui ragazza. Ma io la trovavo insopportabile:
aveva quella vocina dannatamente stridula ed era tutta spigoli e quei
capelli erano ingombranti e… l'ho già detto che odiavo quella vocina?"
"Ti ricordo che ci sei stato a letto con quella
ragazza che ora dici di
non sopportare." Gli fece notare Potter.
"L'ho fatto perché in quel momento mi è sembrata dannatamente Remus."
Improvvisamente, Black sembrava davvero serio. E davvero rassegnato. "Non te
lo so spiegare, James, ma… non pensavo alla ragazza, io pensavo a Remus come
è sempre. A lui, non a lei. E pensavo: come
vorrei che ci fosse il vero Remus ora, con me."
James rimase in
silenzio. Forse Sirius non era affatto confuso; forse aveva ragione e sapeva
esattamente quali fossero i suoi sentimenti. Alla fine, c'era un solo modo
per capirlo e solo Remus poteva trovarlo. Il ragazzo con gli occhiali
sospirò, rimase in silenzio per qualche altro momento, poi, mise una mano
sulla spalla dell'amico. "Come va la tua testa?" Chiese, ricevendo un
insulto come risposta. Sorrise, evidentemente non stava poi tanto male. "Vai
a cercare Remus e digli quello che hai detto a me."
L'altro ragazzo
sollevò il braccio e lo guardò sorpreso. "Vuoi dire che ho la tua
benedizione, Prongs?" Chiese incredulo.
"Più o meno. Non so
ancora se sei davvero innamorato di lui, ma so che sei sincero." Potter alzò
le spalle, come per dimettere la questione. "Per quel che mi riguarda, spero
che i tuoi sentimenti siano reali."
Sirius si alzò e
abbracciò di slancio l'amico. "Ah, James, se non stessi cercando di
conquistare Remus ti bacerei!" Esclamò, per poi correre a tutta velocità
fuori dall'infermeria. James ringraziò il cielo del fatto che Sirius non
l'avesse baciato sul serio. Avrebbe vomitato. E non avrebbe più avuto il
coraggio di guardare in faccia la sua Lily.
***
Trovare Remus stavolta
non fu difficile. Non aveva sequestrato la mappa del Malandrino e comunque
Sirius lo trovò anche senza l'aiuto di quella. Remus stava passeggiando in
tranquillità vicino al lago. Ovvero: stava camminando furiosamente avanti ed
indietro, meditando su: a) se era il caso di uccidere Sirius e poi darsi
alla macchia; b) se era il caso di dimenticare Sirius ed innamorarsi di
James, visto che era sempre gentile, disponibile e protettivo; c) se era il
caso di suicidarsi. Le sue profonde meditazioni, come da copione, vennero
però bruscamente interrotte da Sirius, che lo afferrò per le spalle e lo
trascinò in un posto appartato, con non ben specificate intenzioni.
"Che ti salta in
mente, Sirius?" Gridò il ragazzo, spingendo via l'altro e ringraziando il
cielo di avere di nuovo la sua forza.
"Remus, dì quello che
vuoi, ma io sono sicuro di quello che provo." Disse con fermezza Black,
guardandolo con serietà.
"Per Merlino, smettila
di insistere, idiota! Non ti credo, non ti crederò mai e dovresti smetterla
di prendermi in giro in questo modo." Gridò ancora Remus, iniziando a
gesticolare freneticamente. "Perché continui? Non ti è bastato quello che è
successo ieri?"
"No, non mi è bastato." Mormorò piuttosto semplicemente l'altro, solo che il
suo tono era dannatamente solenne. "E comunque non è
quello che voglio da te.
Io non sono innamorato di quella ragazza con cui ieri… ehm… La trovavo
fastidiosa, troppo dolce, troppo spigolosa. Ieri avrei voluto che tu fossi
stato nel tuo corpo, perché era a questo corpo che pensavo. Pensavo a te, al
Remus che conosco da sempre, al ragazzo che ho di fronte ora. A te."
Remus lo guardò sconvolto. Era confuso, perché Sirius sembrava così sincero,
perché lo stava fissando negli occhi e, dannazione,
era sincero. Ma,
ovviamente, distogliendo lo sguardo, disse: "Menti. Perché dovresti volere
me, che sono un maschio, invece che tutte quelle ragazze con cui sei stato,
tutte le ragazze che hai sempre guardato? Perché dovrei crederti quando
quasi posso vedere quel maledetto pensiero che mi martella la testa e mi
ricorda costantemente che tu sei innamorato delle donne?"
"Ma quelle
appartengono al passato. E comunque non sono mai stato serio con nessuna."
Ammise l'altro, afferrando di nuovo Remus per le spalle e scrollandolo
leggermente. "Adesso le cose sono diverse. Adesso voglio stare con te e
voglio che sia una cosa seria. Per favore, Remus: tu vuoi me, io voglio te,
saremmo proprio dei fessi a non stare insieme."
Remus lo guardò, ma non disse nulla. Potresti
ferirmi ed io non voglio farmi male, questo era
quello che stava pensando in quel momento. E quella era la verità: aveva una
dannata paura di soffrire ed era quasi certo che sarebbe successo. Ma
d'altra parte Sirius continuava ad essere così stramaledettamente serio, che
avrebbe voluto credergli, che, effettivamente, gli credeva. "E se dovessi
accorgerti che non sei veramente innamorato di me? E se dovessi stancarti di
me?" Chiese, con la voce che tremava.
"E se invece fossi tu
ad accorgerti di non essere innamorato realmente di me? E se fossi tu a
stancarti di me?" Chiese Sirius, mettendogli le mani sul volto, guardandolo
negli occhi.
"Questo non potrebbe
mai accadere." Rispose con sicurezza Remus, afferrando le braccia di Sirius
e stringendole con forza. Come poteva mettere in dubbio i suoi sentimenti?
Come poteva dubitare della sua sincerità?
"Voglio crederti,
Remus, ma in verità penso che ci sia un unico modo per avere le risposte a
queste domande." Black lasciò il viso di Remus e gli prese le mani,
stringendole. "Proviamoci. Può darsi che soffrirò, può darsi che soffrirai,
ma ora come ora sono certo di voler stare con te e di voler correre il
rischio. E tu?"
Remus ci pensò.
Guardando Sirius, pensò a quello che in quel momento voleva, che poi era
quello che avrebbe voluto sin da quando si era accorto di avere una
madornale cotta per il suo amico. Il gioco valeva la candela, in fondo. Le
persone piangono e soffrono, ma ci sono anche i momenti in cui ridono e sono
felici. Come aveva detto Sirius, può darsi che avrebbero sofferto in futuro,
ma non ora. Ora volevano entrambi stare insieme e provare a costruire un
rapporto. Il tempo avrebbe dato loro torto o ragione, ma in quel momento non
importava. In quel momento andava bene così.
Remus annuì e sorrise
all'altro, incapace di parlare. Sirius gli strinse le mani e lui ricambiò la
stretta. Poi sollevò il voltò e lo baciò.
Forse quei dieci
giorni non erano stati proprio tutti da buttare. Forse avevano portato
qualcosa di buono. Forse, chissà.
Epilogo
Dopo quel giorno,
Remus ribadì che non avrebbe mai più maneggiato una pozione senza la
supervisione di un professore. Ovviamente, dopo una settimana, gli
esperimenti nella sua stanza ricominciarono, ma per fortuna Sirius lo
aiutava a non combinare danni.
Sirius da parte sua
scoprì che stare con Remus non era molto diverso dallo stare con lui come
amico, a parte il fatto che ora dormivano molto spesso nello stesso letto e
che poteva mettergli le mani addosso senza sentirsi in colpa.
James capì che era
arrivato il momento di essere seri e scoprì che la "versione seria di James
Potter" piaceva a Lily. Dopo il primo appuntamento le cose degenerarono e,
non si sa ancora bene in che modo, i due si sposarono e si ritrovarono con
un figlio, in una casetta di campagna. I casi della vita.
Peter scoprì la tresca
di Remus e Sirius e capì di non averci mai capito nulla. Sentendosi inutile,
si dedicò a fare pupazzi con le patate e, doveva ammettere, era anche molto
bravo.
La McGonagall rinunciò
a mettere a freno i Malandrini e decise di andare a farsi una lunga, lunga
vacanza, quell'estate. Sfortunatamente per lei, ritrovò nello stesso luogo
Sirius e Remus e capì che non si sarebbe mai realmente liberata di loro.
Remus&Sirius stavano
insieme, sarebbero stati insieme e, nonostante qualcuno sostenga che c'è una
Tonks di mezzo, loro sarebbero rimasti fedeli l'uno all'altro. Tutto per
colpa di una stupidissima pozione.
Ah, per la cronaca: la pozione che Remus stava cercando di ottenere era un
filtro d'amore, da utilizzare su Sirius per farlo innamorare di lui. Anche
se non era riuscita, l'effetto era stato comunque lo stesso, no?
Fine
Capitolo IX
|
Nota: ho
finito la ff dopo diversi mesi da quando l’avevo cominciata, ma, quando ho
potuto finalmente mettere questa parolina di quattro lettere alla fine del
capitolo sono stata terribilmente contenta. Ed anche un po’ dispiaciuta.
Penso che questa sia una delle ff più riuscite che abbia mai scritto, anche
se magari Remus ha una caratterizzazione piuttosto da cliché e Sirius sembra
cambiare idea a metà storia. Per Remus ho la giustificazione che non sapevo
in che altro modo immaginarlo, da donna; per Sirius… non si può davvero dire
che cambi idea, dato che per la prima metà della ff il pov è tutto di Remus
^^
Riguardo al finale: io
ed i finali non andiamo d’accordo. Non siamo mai andati d’accordo e non
penso che il nostro rapporto cambierà nel prossimo futuro. So che è un
finale che lascia con la bocca asciutta e con un distinto senso di fretta,
ma almeno mi sono ripresa con l’epilogo.
Per il resto:
ringrazio chi mi ha seguita fin qui, chi mi ha invogliata a continuare e chi
mi ha spronata/costretta a continuare. Soprattutto chi mi ha
spronata/costretta.
Grazie.
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Fanfictions

Tea House Moon
© Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni,
le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E'
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