Come te
 

 

Il bambino guardava la fotografia sul comodino, dal basso del pavimento e con sguardo concentrato. Nei suoi cinque anni di vita non aveva mai provato a fare una cosa del genere, probabilmente perché ancora non riusciva a padroneggiare il suo potere di Metamorfomagus; i suoi cambiamenti andavano a seconda dell’umore, quindi, se era triste, i suoi capelli diventavano scuri (tendenzialmente neri o grigio scuro) e la pelle del viso assumeva un pallore inquietante; se invece l’umore era ottimo, i capelli diventavano biondi o rossi (questo dipendeva da quanto tempo era passato dall’ultima volta che aveva visto uno dei Weasley) e le guance diventavano rubiconde.

Quella volta, però, seduto sul pavimento a gambe incrociate, Ted cercava per la prima volta nella sua giovane vita di assomigliare a qualcuno, volontariamente; gli era spesso accaduto, da piccolo, che inavvertitamente iniziasse a modellare le sue sembianze seguendo i tratti ed i colori di qualcuno, in special modo sua nonna ed Harry. Non ne era davvero cosciente, più che altro era un desiderio istintivo di somigliare alle persone che lo circondavano e che gli volevano bene.

Sicuramente, però, non poteva certo assomigliare a sua mamma!

E poi aveva sentito tante storie sul suo papà, tante storie che gli erano piaciute un sacco.

Harry gli raccontava spesso di quella volta in cui s’era cacciato nei guai e suo padre era andato a salvarlo, insieme a quell’altro signore che lui non conosceva e che era anche il cugino della nonna; Harry gli aveva raccontato di tutte le volte in cui suo papà gli aveva dato dei consigli e l’aveva incoraggiato; gli raccontava anche di quell’ultima volta che l’aveva visto, nell’ultima battaglia contro Voldemort, e delle parole che gli aveva detto. La nonna gli raccontava anche che suo padre era un licantropo (all’inizio Ted non capiva quella parola, ma poi, grazie all’aiuto della nonna e di Harry, aveva imparato che un licantropo è una persona che si trasforma in lupo quando c’è la luna piena) e che, nonostante spesso le persone lo trattassero male, lui era sempre gentile con tutti. Ted si chiedeva per quale motivo la gente trattasse male suo padre, ma non aveva mai fatto quella domanda a nessuno; a lui sembrava una cosa irragionevole. Per essere capace di trasformarsi in lupo, suo padre doveva essere proprio forte, doveva essere un mago molto potente; quindi spesso diceva che lui, da grande, sarebbe diventato un licantropo e che sapeva anche che c’erano altre persone capaci di trasformarsi in animali; ripeteva con convinzione che lui avrebbe studiato per diventare come era suo padre.

Teddy aveva questa visione di suo padre, un po’ idealizzata perché poteva conoscerlo solo tramite i racconti e spesso gli adulti tendono a lasciare le cose spiacevoli per quando il bambino sarà in grado di capire. Lo immaginava come un uomo invincibile che era morto solo per una sfortunata coincidenza, perché nessuno poteva battere suo padre; guardando le fotografie e sbirciando il sorriso timido di Remus, sorrideva di rimando e pensava sempre che suo padre, oltre ad essere sempre gentile, era anche educato, perché non sorrideva mai troppo e mai a sproposito. Per Teddy suo padre era un eroe e per questo voleva a tutti i costi essere come lui.

Si stava concentrando, in quel momento, per riuscire a rendere quel particolare colore degli occhi, un po’ castani, un po’ nocciola, e guardandosi allo specchio, poté riconoscere nei suoi capelli, il colore dei capelli di suoi padre. Sistemato il colore degli occhi (alla fine Teddy aveva optato per fare un occhio color cioccolato e l’altro color nocciola), si concentrò su quelle lunghe cicatrici che rigavano il viso di suo padre; erano così forti, quelle cicatrici! Davano davvero l’idea che suo papà fosse stato veramente un eroe e, come tutti gli eroi che avevano combattuto tante battaglie, aveva qualche cicatrice a testimoniare la sua lotta.

Ecco, anche le cicatrici erano apposto; il naso era simile e la bocca solo un po’ più carnosa di quella di suo padre; guardandosi allo specchio, Teddy inclinò la testa, imbronciando le labbra. Non assomigliava molto a quell’uomo nella fotografia, però… assomigliava a come doveva essere stato da bambino.

Il pensiero era lontano anni luce dalla sua mente, però Teddy pensò che se lui non fosse stato un Metamorfomagus, quello sarebbe stato esattamente l’aspetto che avrebbe avuto: simile in tutto e per tutto a suo padre. La felicità e l’emozione gli fecero perdere la concentrazione ed i capelli diventarono improvvisamente biondi, mentre le cicatrici sparivano e gli occhi assumevano una tonalità brillante di blu; ma questo Teddy non lo vide, perché aveva lasciato lo specchio a terra ed aveva preso la foto, correndo giù per le scale per fare vedere a sua nonna come assomigliava a suo padre, il suo eroe.

 


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Note: che dire? Sempre ispirata al Meme di Marzo del Tessoro, con prompt 02. "Il mio eroe" della lista quattro - Festà del papà. Teddy è diventato il  mio prezzemolino preferito (dev'essere una maledizione genetica... Invece di diventare licantropo come il padre, in compenso ha ereditato la capacità di attrarre la mia attenzione in maniera ossessiva XD sono sfighe anche questo, sapete...), gli voglio bene e... oh, va beh, inutile tergiversare inutilmente.

 

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