Coraggio Grifondoro
 

 

Remus era stato chiarissimo, cristallino in merito a quel libro di storie dell’orrore: Teddy non deve leggerle. Né devono essergli lette aveva aggiunto, guardandolo di sbieco – in modo che Ted non vedesse.

Ma Sirius aveva un’altra opinione a riguardo, poiché riteneva fosse assolutamente necessario che il bambino si formasse come un promettente ed eccezionale Grifondoro. Quindi quale metodo migliore di una storia di mostri e orrore per testare il coraggio del piccolo?

Quella sera – Remus era via – Sirius aveva preso il libro ‘proibito’ e, accomodatosi sul divano con Teddy in braccio, aveva iniziato a leggere la prima storia del testo.

Era una notte buia e tempestosa…” Recitò l’inizio e Ted s’accorse subito che la storia era un po’ diversa dalla solito Cenerentola. Man mano che il testo continuava, poi, non solo la trama si faceva sempre più terribile, ma Sirius – che inizialmente s’era tanto impegnato con la recitazione – aveva preso a leggere con voce concitata e, per finire, aveva chiuso il libro prima di dire la parola fine.

Padfoot aveva mandato al letto il bambino e poi aveva atteso Remus; al suo ritorno si erano messi a dormire – e inconsciamente Sirius si era appallottolato accanto all’altro.

Fino a quando non si era svegliato a causa della luce accesa e delle voci che provenivano dalla cameretta di Teddy; troppo assonnato per capire, l’uomo si era alzato ed aveva barcollato fino alla porta della stanza, dove aveva trovato un Ted in lacrime, in braccio ad un Remus piuttosto perplesso dai singhiozzi apparentemente privi di senso del bambino.

Diceva… che era… enorme! E mangiava – mangiava i bambini!” Piangeva il povero Teddy, stringendosi al padre.

“Ma no, ero solo un sogno, tesoro… Ora è passato, vedi?” Gli disse Remus, cullandolo piano piano.

“No! Non è vero!” Rispose il bimbo, stropicciando il viso contro la maglia del papà. “Era scritto tutto lì!”

Sirius – che s’era finalmente svegliato – capì subito, ed iniziò a sentirsi mortalmente in colpa.

“Dove, tesoro?”

“Su quel libro! Era una notte buia… e… e…” Teddy riprese a piangere, abbracciando Remus e strofinandosi gli occhi di tanto in tanto.

“Quale libro, Ted?”

Sirius impallidì. Remus non stava guardando il bambino, ma lui.

“Quello che mi ha letto Sirius…” Piagnucolò il piccolo, rannicchiandosi meglio tra le braccia del papà.

“Posso spiegare, Moony…” Tentò quindi Black, mettendo le mani avanti.

“Ne sono certo, Padfoot.” Rispose serafico  Remus, alzandosi e portandosi dietro il figlio. “Mi spiegherai tutto domani. Ora porto Teddy a letto… Perché tu non dormi qui?” Sorridendo gelidamente, il licantropo uscì dalla stanza, lasciando solo il colpevole a meditare sui suoi errori: Sirius capì che era meglio – sia per Teddy che per lui – non rileggere mai più quel dannato libro. Coraggio Grifondoro o meno!

 


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