Quella vecchia valigia sgangherata

 

“Stanotte mamma mi ha mostrato una foto: mancava la metà... Non ho voluto dirglielo, ma alla mia vita manca quello stesso pezzo.”

(Tutto su mia madre)

 

#1

Ted – quattro anni ed una gran curiosità – guardava una valigia tutta sgangherata e ricoperta da un sottile strato di polvere. Dentro c’erano dei vestiti – così gli aveva detto la nonna – ma a lui non interessava il contenuto, quanto la valigia in sé.

Era vecchia, molto molto vecchia; le cinghie che la tenevano erano state mangiucchiate da qualche insetto volubile che non aveva completato l’opera; gli angoli erano tutti smussati. Teddy capì che quella valigia si teneva ancora insieme grazie a qualche magia, eppure, nonostante il suo aspetto, al bambino piaceva. Pensava che un giorno quella sarebbe stata la sua valigia.

 

#2

“Nonna?”

“Dov’eri?”

“In soffitta…”

“Hai i vestiti pieni di polvere, tesoro. Vieni… Ecco fatto, tutto pulito.”

“Nonna?”

“Sì?”

“La valigia vecchia e piena di vestiti in soffitta… Di chi era?”

“Era di tuo padre.”

“Lo immaginavo: le cose di papà le hai messe tutte lì. Perché non le tieni con quelle della mamma?”

“Te lo spiegherò quando sarai grande…”

“Me lo dici da quando avevo quattro anni. Vuoi buttarle?”

“Forse quella valigia…”

“No! Quella è la mia valigia.”

“Ma è vecchia e rotta.”

“La magia serve a mettere a posto quello che è rotto. E poi mi piace: era di papà.”

 

#3

Harry guardava Ted affannarsi avanti e indietro per la stanza, riempiendo il baule e la sua valigia di vestiti e libri e tutto l’occorrente per il suo primo anno ad Hogwarts. Era buffo come fosse ansioso e allo stesso tempo tentasse di dissimulare il tutto con meticolosità.

“Ted, proprio non vuoi liberarti di quella vecchia valigia?” Domandò per l’ennesima volta una restia Andromeda; ma davanti al cenno negativo del ragazzino, si limitò a sospirare e guardare Harry con rassegnazione. Il giovane uomo fece un piccolo sorriso d’incoraggiamento, ma non tentò di perorare la sua causa; ci aveva già provato più e più volte, ma niente, assolutamente niente, sembrava poter far cambiare idea a Ted riguardo quella vecchia valigia tutta rotta.

“Dovevo liberarmene prima che lui la vedesse…” Borbottò Andromeda scuotendo il capo. “Sembra davvero la valigia di un emigrante…”

Harry la guardò con stupore e lei gli sorrise. “Ted aveva dei libri di storia babbani, pieni di immagini e fotografie. Ogni tanto li leggevo.”

Potter annuì e guardò di nuovo la vecchia valigia di Remus (ormai di Teddy): era davvero malridotta e se avesse avuto uno spago a tenerla insieme, invece della magia, sarebbe stata davvero la valigia dell’emigrante.

 

#4

Il treno per Hogwarts fischiò e Teddy tirò su le sue cose, prima di salutare Harry e James.

“Non c’era davvero bisogno di venire a vedermi partire, Harry.” Gli disse il diciassettenne, con i capelli di un’improbabile viola.

“James ha insistito tanto.” Gli rispose il padrino, mettendogli una mano sulla spalla. Non c’era più bisogno di fare raccomandazioni: Ted era perfettamente in grado di gestire la sua vita a scuola – lo era stato sin dal primo anno.

“Beh, allora ciao, Jamie…” Disse il ragazzo, arruffando i capelli già scomposti del ragazzino.

“Non è giusto che non possiamo nemmeno passare un anno insieme ad Hogwarts.” Brontolò quello, con le braccia incrociate e l’espressione imbronciata.

“Dispiace anche a me, ma purtroppo non ci possiamo fare niente, no? Ci vediamo a Natale, va bene?”

“Natale è molto lontano.”

“Ti scriverò spesso, ok?”

“Una volta al giorno?”

“Una volta la settimana.” Ted sorrise a James e poi si voltò verso il treno. “Salutami Ginny e i ragazzi, Harry.”

Il padrino gli rispose che l’avrebbe sicuramente fatto, ma il figlioccio era già sparito in direzione di Victoire; Potter vide la ragazza fare una smorfia alla vista della vecchia valigia e non poté che darle ragione.

 

#5

La valigia di Ted era abbandonata accanto alla porta d’ingresso; James pensò che fosse strano, perché di solito veniva tenuta sopra l’armadio, pronta per essere usata.

“Vai da qualche parte, Teddy?” Chiese al ventiquattrenne.

“No, perché?”

“La tua valigia è…”

“Non è mia.”

James strabuzzò gli occhi e si voltò a guardarla: era proprio lei, la valigia tutta sgangherata che Teddy si portava dietro da… da sempre! Beh, era un po’ lasciata andare, in effetti: le cinghie erano troppo lente e non chiudevano bene; gli angoli non solo erano smussati, ma anche pieni di buchi.

“Cos’è successo, Ted?” Domandò il ragazzo, avvicinandosi all’amico; avrebbe voluto passargli le mani fra i capelli stranamente neri, ma si trattenne.

“Pensavo di buttarla. È vecchia e rotta.” Brontolò quello, evidentemente irritato.

“Lo è sempre stata e questo non ti ha mai impedito di usarla!”

“Non la voglio più, ok? Era di… mio padre e la cosa al momento mi infastidisce solamente.”

James decise di non insistere e si sedette di fronte all’amico, senza capire quale fosse improvvisamente il problema con la valigia… O con Remus.

“Uhm… Magari la prendo io.” L’occhiataccia di Ted lo spinse ad aggiungere subito un per buttarla. Il metamorfomagus annuì.

 

#6

Dal letto si vedeva chiaramente la sommità dell’armadio; James, raggomitolandosi meglio accanto a Ted – che dormiva profondamente – non poté fare a meno di sorridere nel vedere che la vecchia valigia era tornata al suo posto.

Aveva fatto bene, due anni prima, a tenerla lui; sapeva che qualsiasi cosa fosse successa, Teddy prima o poi l’avrebbe voluta indietro.

“Sei sveglio?” Borbottò il più grande, assonnato.

“Sì. Sono contento che la valigia sia di nuovo lì.” Gli disse James, accarezzandogli i capelli blu. Sentì Ted sorridere e sospirare.

“Anch’io. Ho fatto pace con papà.” Mormorò quello, guardando la sua vecchia e sgangherata valigia.

 

 

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Note: ringraziamo Haruka per la carinissima iniziativa "Treni e stazioni" cui questa raccolta partecipa con il prompt "18. La valigia dell'emigrante".
Probabilmente la ff meritava d'essere approfondita in più punti - ad esempio il fatto dell'emigrante poteva essere un punto di partenza per una riflessione più approfondita su Ted e la sua condizione di orfano; oppure la questione che spinge Ted ad allontanare la valigia nell'ultima double-drabble (è la solita storia del ho scoperto che mio padre amava Sirius ed io, cavolo, sono gay quanto lui perché ho una cotta per James! - però tutto sommato mi piace anche così. L'espediente delle drabble toglie qualcosa alla 'completezza', ma ha il grande pregio di trasmettere i momenti importanti, quelli che io volevo raccontare. Altrimenti non avrei scritto una raccolta, ma una ff completa, no? XD
Piccola precisazione: la citazione iniziale - presa, com'è ovvio, dal film "Tutto su mia madre" di Almodovar - mi ha spinto a scrivere la ff, ma in effetti non c'entra molto. Per questo mi sa che la ritroverete in qualche altra ff dedicata al piccolo Teddy XDD


 

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