
Scoperte interessanti
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“Perfetto!” Esclamò Remus con evidente sarcasmo.
“Moony, non agitarti…” Tentò Sirius, guardandolo imbronciato.
“Non dovrei agitarmi? Ma scusa: siamo bloccati qui da un’ora, ovvio che mi agiti!”
“Ma non eri tu quello calmo e riflessivo?”
“Non quando la tua impulsività mi caccia in questi guai.” Rispose il licantropo, incrociando le braccia e guardando l’altro con evidente fastidio. Perché sì, tutta quella dannata situazione era colpa di Sirius Black e delle sue spettacolari idee di come passare la sera prima degli esami; quindi, in quel momento, i due ragazzi si trovava bloccati dietro una parete del castello senza sapere come venirne fuori. Anche Remus del resto si rendeva conto d’avere le sue colpe: andare in giro dopo il coprifuoco per cercare di completare la Mappa del Malandrino non era cosa da farsi la sera prima dei G.U.F.O., ma Sirius aveva quella straordinaria capacità di coinvolgere anche il più scettico degli scettici a fare qualcosa di completamente illogico e senza senso come quello semplicemente dicendo: Andiamo!
“Vedrai che riusciremo ad uscire.” Borbottò Black, tastando la parete, ma non trovando altro che la parete stessa.
Remus alzò gli occhi al cielo. “Te lo auguro, Sirius, perché altrimenti ti toccherà morire qui dentro per mano mia.”
“Ma su, solo perché ti farei saltare degli stupidi esami, non mi sembra il caso di minacciarmi di morte.” Tentò l’altro, anche se non era esattamente sicuro che il licantropo scherzasse.
“No, non lo farei solo per quello. Anche per una serie di motivi che ti elencherò prima di ucciderti.” La calma di Remus a volte era agghiacciante. “Comunque…”
“Ti sei calmato?”
“Sì, pensare di strangolarti mi ha aiutato.”
“Felice d’esserti stato utile con la mia… uhm… morte.” Tentò di scherzare Sirius, facendo un mezzo ghigno.
“Ora proviamo per l’ennesima volta a trovare una soluzione.” La voce di Remus era calma, sì, ma c’era una sottile nota di stress in sottofondo che non lo faceva stare per niente bene.
“Un Bombarda?” Chiese Sirius, grattandosi il mento e cercando di non pensare troppo a quel particolare della voce del compagno.
“Certo, così ci scoprono tutti e sarà davvero la tua morte.”
“Potevi non seguirmi.” Osservò Black, ghignando incurante del pericolo.
“Potevi non avere idee stupide!” Lo rimbrottò piccato l’altro, leggermente imbarazzato, perché lì Sirius aveva un punto.
“Stupide, ma a loro modo geniali.” Sottolineò Padfoot con tono solenne.
“Sto ancora cercando la genialità di quest’idea in particolare…” Mormorò Remus scuotendo la testa e frugando nella sua mente in cerca di un modo per farli uscire da lì senza dover chiamare aiuto e, possibilmente, senza nemmeno dover uccidere Sirius nel mentre.
“Beh, la genialità è che tu finalmente non stai più pensando ai dannati esami di domani.” Gli fece notare Black, con una punta d’orgoglio nella voce.
Remus sollevò un sopracciglio. “No, in effetti ora sto pensando ad un modo per arrivare agli esami di domani.”
“Moony, Moony, Moony…” Fece Sirius in tono paziente, mentre gli metteva un braccio intorno alle spalle e ghignava in quel suo irritantissimo modo. Remus non aveva mai capito per quale motivo quel sorriso sbieco sulla faccia dell’amico lo irritasse tanto, ma doveva avere qualcosa a che fare con il fatto che lo usava quando voleva dargli fastidio. “Ti ho trovato in preda al panico mentre cercavi un libro di Incantesimi che avevi sotto il naso.”
“Ho un naso molto grande. Non riuscivo a vedere il libro.” Borbottò contrariato il licantropo.
“E mentre masticavi la punta della tua piuma.”
“L’avevo scambiata per una piuma di zucchero…”
“Era la tua piuma preferita, Moony.”
“Ok! Ero ansioso, va bene? Cosa vuoi dimostrare con questo? Io ho bisogno di studiare per riuscire a passare gli esami, non sono come te e James che… che…” Gesticolò freneticamente sopra la sua testa, per poi abbassare le spalle e sospirare.
“Beh, adesso non lo sei più, no?”
“No, adesso sono ansioso perché voglio uscire di qui.” Disse lentamente, quasi ringhiando contro Sirius che, capendo bene che irritare ulteriormente Remus in quel momento era una pessima pessima idea, fece scivolar via il suo braccio ed alzò le mani.
“Ok, ok. Ti farò uscire di qui. Dammi solo… Mezzora di tempo.”
Lupin lo guardò scettico. “Allora non ne usciremo mai.”
“Non essere catastrofico.”
“Sono un licantropo ed ho la masochistica tendenza a seguire le tue stupide idee. Non sono catastrofico: sono realista.”
“Non vedo il nesso…”
“Lascia perdere.” Sospirò Remus, sedendosi in un angolo dello stretto tugurio in cui si trovavano e facendo un gesto vago con la mano. “Avanti, genio, facci uscire di qui.”
Sirius sorrise raggiante ed iniziò ad armeggiare con bacchetta e qualsiasi-pietra-sporgente della parete. Dopo quarantacinque minuti di quello – qualsiasi cosa fosse – Remus si schiarì la voce. “Padfoot, mi sembra ormai evidente che qualsiasi cosa tu avessi in mente ha fallito.”
“No, è che non…” Tentò l’altro, testardamente, tirando fuori la lingua mentre si concentrava su un punto particolare della parete.
“Padfoot.”
“Cinque minuti! Cinque minuti e siamo fuori!”
“Padfoot, sono passati tre quarti d’ora e non è successo niente. Cosa ti fa credere che in cinque minuti riuscirai a tirarci fuori?”
“Sono un ottimista.”
“Rasenti la stupidità, lo sai?” Fece Remus, tirandolo indietro e provando con qualche incantesimo a far riaprire la parete che li bloccava. Sirius, intanto, si era messo suo malgrado in un angolino a guardarlo imbronciato. Dopo dieci minuti di quello, Black poggiò la testa contro il muro e, nel giro di cinque minuti, s’addormentò profondamente.
Remus intanto era talmente preso dai suoi tentativi che non si era accorto di nulla; proseguì per altri venti minuti prima di sospirare sconfitto e voltarsi verso il suo compagno di sventura. E fu così che si ritrovò davanti ad un Sirius che dormiva beatamente con la bocca aperta e il corpo tutto scomposto in una posizione che definire scomoda sarebbe stato un banale eufemismo. Guardandolo dapprima con sconcerto e poi con crescente fastidio, Remus si portò le mani sui fianchi e minacciò: “Ah, no, signor Sirius Black! Tu non dormirai mentre io sto faticando per tirarci fuori di qui!”
Per tutta risposta Sirius emise una specie di grugnito e voltò il capo; il licantropo allora abbassò le spalle, sconfitto, e si sedette accanto all’altro. Dopo una manciata di secondi sbirciò il viso addormentato dell’altro, scuotendo la testa. “Tu sei davvero incredibile, Sirius. Non capirò mai come fai ad essere… così anche nelle situazioni peggiori. Sei… scioccante, destabilizzante, irritante e terribilmente stupido.” Poi, come se si fosse reso conto dell’inutilità di quel discorso, fece un sospiro. “Ed io sono ancora più stupido di te.” Sussurrò, prendendosi la testa fra le mani. “Sto parlando con te che dormi e che mi hai cacciato in quest’assurda situazione. Ed io ti ho seguito! Devo avere davvero qualche problema, perché… per quale diamine di motivo ho assecondato la tua assurda idea?!”
“Perché sono irresistibile!” Brontolò la voce di Sirius e Remus si voltò di scatto verso di lui.
“Ma allora eri sveglio!”
“No, dormivo. Solo che il tuo borbottare era fastidioso…” Disse l’altro, grattandosi la testa e poi appoggiandola sulla spalla del licantropo.
“Non avrai intenzione di ricominciare a dormire, vero?” Chiese sospettoso Lupin.
“Sì… Ma scommetto che tu me lo impediresti ricominciando a borbottare altre stupide domande.”
“Se permetti!” Fece Remus, scrollandoselo di dosso con un gesto repentino. “Non sono domande stupide!”
“Certo che lo sono.” Brontolò Black, infastidito dal fatto che il suo cuscino si opponesse a fare il suo lavoro. “E’ ovvio che mi segui perché non ne puoi fare a meno!”
Remus gli puntò l’indice contro, ammonitore. “Non è vero.”
“Sì che è vero! Come ti ho detto: io sono irresistibile.” Affermò Sirius con convinzione; poi fece un sorriso largo, mentre gli occhi si puntavano in quelli dell’altro. “Soprattutto per te.” Aggiunse, e prima che il licantropo potesse rispondergli qualcosa, si sporse in avanti e gli piantò un fugace bacio sulle labbra.
Remus rimase a guardarlo con gli occhi sgranati e la bocca aperta mentre Black si alzava e, senza alcuna incertezza, spingeva indietro una pietra poco sporgente dal muro; la parete scivolò leggermente in avanti, permettendo così ai due ragazzi di uscire. Remus strabuzzò gli occhi. “Tu lo sapevi!”
Sirius fece una mezza risata. “Ehm… Sì?”
Gli occhi del licantropo si fecero sottili come due fessure, mentre le labbra si stringevano. “Tu lo sapevi e mi ha fatto perdere tutta la sera qui dentro!”
Black, intuendo che l’altro stava per saltargli al collo e sbranarlo, lo tirò in piedi e l’avvolse in un abbraccio, baciandolo prima che potesse dire altro; una volta avuta la certezza che gli istinti omicidi di Remus si fossero placati, Sirius si staccò dalle sue labbra e, guardandolo dritto negli occhi, ghignò. “Però non è stata una brutta cosa, no? Abbiamo fatto… scoperte interessanti.”
Il licantropo strabuzzò gli occhi ed arrossì improvvisamente. “Non so proprio a cosa tu ti riferisca.” Brontolò, allontanandosi dall’altro ed incamminandosi verso il dormitorio. “E scordati che domani ti darò una mano con gli esami!” Esclamò con fare divertito, prima di impallidire, ricordandosi improvvisamente quella era la notte prima degli esami. “Oddio…”
Sirius allora gli mise prontamente una mano sulle spalle, trascinandolo verso la torre di Grifondoro. “Beh, visto che questo non è servito, forse ho un’altra idea per farti dimenticare degli esami di domani…” Disse ammiccando e Remus pensò di nuovo che Sirius era molto stupido, ma che lui, accidenti, lo era decisamente di più.
Note:
il prompt mi faceva pensare a cose sconce, ma io
sono casta et pura et pure vergognosa e quindi ho optato per qualcosa di
diverso. E sono felice felice felice di questo 'qualcosa di diverso' XDDD
perché, scusate l'immodestia, la frase: "Sono un licantropo ed ho la
masochistica tendenza a seguire le tue stupide idee. Non sono catastrofico:
sono realista." è un capolavoro XDD
Ed è giusto sottolineare che alcune frasi qui dette sono un omaggio alla
Bibbia del Wolfstar, ovvero "The Shoebox project". Cosa? Come cosa?!
Ma il naso di Remus e la ricerca di nuovi posti nel castello per terminare
la Mappa del Malandrino, mi pare ovvio!
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).