Un Natale
 

 

 

Biscotti

 

Era… incantato.

Il modo in cui la nonna lavorava la farina, le uova, lo zucchero ed il cioccolato con la bacchetta l’aveva sempre incantato, ma in quell’ambiente nuovo, circondata da vischio, decorazioni rosse e angioletti appesi sulla finestra, tutto era ancora più bello, più magico.

Sbirciava oltre l’orlo del ripiano, teso sulla punta dei piedini; Teddy non lo sapeva, ma aveva il naso coperto di farina e gli occhi che brillavano emozionati, come se vedesse fare i biscotti per la prima volta nei suoi quattro anni di vita.

“Per chi sono i biscotti, nonna?” Chiese, con la voce un po’ ovattata, visto che premeva la bocca sulle mani, con le quali si era aggrappato al piano di lavoro. “Per zio ‘Arry?”

La nonna scosse la testa, sorridendogli e muovendo la bacchetta per impastare ben bene, mentre nuvolette di farina si sollevavano, viste solo da lui.

“Per me?” Chiese, con l’eccitazione nella voce: i biscotti con le pepite di cioccolato gli piacevano tanto.

“Un po’ sono per te.” Rispose la donna, misteriosa, con quel suo sorriso sulle labbra, ma rassicurante, con tutti quei ciuffi di capelli che sfuggivano alla crocchia dietro la nuca.

Teddy inclinò la testolina, le guance rosse che premevano contro le manine. “Per chi allora?” Pigolò, curioso.

“Per la persona che ti porterà i regali stanotte.” Aveva risposto alla fine la nonna e Ted aveva sorriso emozionato, perché improvvisamente non vedeva l’ora che arrivasse la notte. “Vuoi aiutarmi? Così quando scoprirà che mi hai aiutato a prepararli, gli piaceranno ancora di più.”

Il bambino aveva annuito, si era arrampicato sullo sgabello ed aveva usato tutte le formine che aveva la nonna per  fare i biscotti: a forma di stella, di abete, di angioletto, di omino di marzapane… La nonna gli aveva permesso d’usare anche quella a forma di pesciolino, anche se aveva poco a che fare con il Natale ed i regali.

Si divertiva un mondo a mettere le mani nella pasta dolciastra e morbida dei biscotti, a spingere le formine per creare la sagoma che più gli piaceva, sotto lo sguardo divertito ed intenerito della nonna. Nonostante avesse iniziato appositamente pensando al signore che gli avrebbe portato i regali, mentre usava tutte quelle formine dimenticò quell’idea.

Stava semplicemente facendo dei biscotti.

 

Calze rosse appese


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Note: ovviamente è tutto inventato. Non ho la minima idea se ci sia l'usanza di lasciare latte e biscotti a Babbo Natale, anche in Gran Bretagna; né se la Rowling si sia mai espressa in merito (il dubbio, in effetti, me l'ha fatto venire il Tessoro XD). Ma, come dicemmo tra noi, è perfettamente credibile che i maghi, più dei Babbani, credano in Babbo Natale; si tratta comunque di qualcosa di magico, quindi... Perché no?

 

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