
Un Natale
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Teddy era sgattaiolato fuori dalla sua camera, il più silenziosamente possibile; la nonna ormai era andata a dormire da qualche ora, ma lui proprio non riusciva a prendere sonno. Forse era per il pensiero del signore che sarebbe andato a portargli i regali, o forse era il pensiero dei biscotti e del latte lasciati sul tavolo; lui non lo sapeva, però sapeva che il cuore gli batteva forte forte e non riusciva a stare fermo, nemmeno a letto. Aveva sceso le scale e si era affacciato sul salotto, dove il camino era ormai spento, ma le ultime braci illuminavano l’ambiente; notò con disappunto che latte e biscotti erano ancora lì, tutti interi, e che le calze rosse sul caminetto erano ancora vuote. Piuttosto deluso, decise che avrebbe aspettato il signore proprio lì, in quella stanza, sul divano, per assicurarsi che mangiasse i biscotti che aveva preparato per lui e che non si dimenticasse di lasciare i regali per la nonna e per lui.
Si arrampicò sul divano, prese la coperta di lana che la nonna lasciava sempre lì e si avvolse in quella, accoccolandosi in un angolo. A Teddy però non era mai piaciuto aspettare e poi sentiva ancora che il cuore gli batteva forte, più forte di prima; sentiva l’impellente bisogno di muoversi, quindi iniziò a guardarsi intorno, pensando che magari avrebbe dovuto lasciare la finestra aperta, perché magari il signore non riusciva ad entrare dal caminetto; o magari doveva aprire la porta, perché tutte le persone, quando entrano in casa, passano dalla porta. O forse i biscotti con le pepite di cioccolato non gli piacevano e quindi non si sarebbe fermato lì!
Il pensiero lo fece quasi piangere, perché lui ci aveva messo tanto impegno, quel pomeriggio, a prepararli, apposta per lui, e se adesso lui non si fermava in quella casa solo perché i biscotti al cioccolato non gli piacevano… Che avrebbe dovuto fare Teddy? Doveva dirlo alla nonna, forse?
Ma la nonna si sarebbe arrabbiata, se l’avesse visto ancora sveglio a quell’ora.
No, si disse Ted, doveva risolvere lui quella situazione. Determinato, scese dal divano e corse in cucina, diretto verso la credenza dove la nonna teneva i biscotti per la colazione, quelli al burro e senza cioccolato, quelli che diceva che piacevano tanto alla mamma.
Afferrata una sedia, ci salì sopra ed aprì l’anta; sprezzante del pericolo, sollevò il coperchio del barattolo e tirò fuori una manciata di biscotti, quasi cadendo all’indietro per l’enfasi che ci aveva messo. Ciononostante, l’operazione riuscì senza danni, anche se l’anta della credenza rimase aperta ed il barattolo senza coperchio. Ted corse di nuovo in salotto e, vicino ai biscotti con il cioccolato, mise i biscotti al burro, osservando soddisfatto il suo lavoro. Adesso sì, che poteva aspettare tranquillo… O no?
Si voltò verso il camino, ma ancora nessuno ne venne fuori; si avvicinò piano piano e sbirciò verso l’alto del comignolo. “Hey, signore?” Chiamò.
Nessuno rispose.
“Signore, ho preso anche gli altri biscotti, eh.”
Ancora nessuna risposta.
“Va bene…” Disse il bambino, annuendo. “Allora aspetto.”
Si riappallottolò nella coperta, salendo sul divano e restò ad aspettare. L’orologio a pendolo batteva i secondi con un ticchettio regolare e piacevole e fuori aveva ripreso a nevicare; ma Teddy non se ne accorse, perché teneva gli occhi ben fissi sul camino, pronto a captare ogni minimo movimento, ogni più piccola ombra. Pian piano, però, le palpebre si fecero più pesanti e divenne sempre più difficile riuscire a tenere gli occhi aperti. Ted si accoccolò sul bracciolo del divano e, nonostante non ne avesse la minima intenzione, poco dopo s’addormentò, sognando che fuori dal camino ne usciva quel signore che vedeva sempre nelle fotografie e che la nonna gli aveva detto era suo padre; sognò che lo svegliava con un bacio sulla fronte, come quelli che gli dava la nonna quando lui piangeva, e gli diceva che aveva un grosso regalo per lui. Sognò che, mentre il papà frugava nel suo sacco, la mamma gli portava il latte ed i biscotti che aveva lasciato sul tavolo e si sedeva vicino a lui, accarezzandogli i capelli come faceva la nonna quando era triste. E poi, il papà, finalmente, tirava fuori dalla sacca la scopa per bambini, quella che zio Harry gli aveva fatto vedere quando erano andati insieme a Diagon Alley; e lui era tutto contento ed abbracciava la mamma ed il papà e loro gli accarezzavano i capelli e gli dicevano che era un bravo bambino e che gli volevano bene, tanto bene.
Ted quella mattina venne svegliato dal tocco gentile della mano della nonna, che passava fra i suoi capelli.
“Teddy, tesoro, sveglia… C’è un regalo per te.” Gli disse con voce dolce ed un sorriso intenerito. Il bambino si stropicciò gli occhi e si guardò intorno, ancora assonnato. Sul tavolino davanti a lui c’erano il bicchiere di latte, mezzo vuoto, ed il piatto con i biscotti, dove ormai restavano solo poche briciole; le calze rosse sul caminetto erano colme di dolci e, proprio accanto al divano, c’era un pacco, lungo e stretto, tutto incartato.
“E’ per me?” Chiese il bimbo, con il cuore che batteva forte. La nonna annuì e lui si fiondò ad aprirlo.
Quasi non rimase sorpreso nel trovare nel pacco la scopa che aveva sognato, ma la felicità fu la stessa e stava quasi per voltarsi verso la nonna e dirle che quel regalo gliel’avevano portato la mamma ed il papà e non il signore che porta i regali. Ma poi, per qualche motivo, ci ripensò e, guardando il camino, si avvicinò e, affacciandosi, sorrise. “Grazie, mamma. Grazie, papà.” Bisbigliò, in modo che solo loro potessero sentirlo. “Buon Natale anche a voi, eh…”
Note:
lo so che è banale, alla fine, chiamare in causa Remus e Tonks, ma
ci tenevo a far avere a Teddy, almeno in sogno, un Natale con i suoi
genitori. Pensate che, senza nessuna logica, inizialmente volevo che il
signore che porta i regali, per Ted, fosse Sirius (questo mio mettere
Sirius e Remus in ogni dove, ehh...); molto meglio così, no? Se non altro,
ha più senso e, beh, visto che sono modesta, un po' mi ha stretto il cuore.
Buon Natale a tutti, eh!
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).