
Disegnandoti un
sorriso sul viso
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Da che Takashi ricordasse suo
cugino aveva sempre toccato qualsiasi cosa; era normale, del resto, per un
bambino piccolo, dato che la prima conoscenza del mondo e delle cose che
stanno intorno a noi viene proprio dalla sensazione tattile. Ma il fatto che
ancora a sette anni Mitsukuni provasse l’impulso di toccare qualsiasi cosa
gli capitasse a tiro probabilmente era indice di un approccio molto
fisico
al mondo e ai rapporti umani.
Non che a Takashi sembrasse strano: conosceva suo cugino da sempre, da
quando aveva aperto per la prima volta gli occhi al mondo, quindi dava per
scontata qualsiasi azione di Mitsukuni. Anche quando gli si sedeva di fronte
ed iniziava a toccargli la faccia, pinzandogli le guance, tirando la pelle,
un po’ su, un po’ di lato, disegnando e modellando il suo viso nella smorfia
che più gli piaceva, Takashi lo lasciava fare, perché non era fastidioso e
poi era normale.
Quello che non sapeva, però, era che Honey faceva tutto quello per cercare
di far sorridere il cugino, che aveva sempre quell’espressione seria seria
che lui non capiva; gli tirava le guance, cercando di alzargli gli angoli
della bocca e gli sollevava le sopracciglia. A fine opera, Mitsukuni rideva,
battendo le mani e Takashi, di riflesso, faceva un piccolo sorriso composto;
Honey credeva fosse perché gli aveva modellato la faccia, ma in verità suo
cugino sorrideva perché lui era felice. Bastava così poco, in fondo.
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).