
Il mondo a
colori
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Ripensando alla sua
infanzia, Takashi aveva sempre pensato che il suo mondo fosse stato senza
colori; la sua stanza, innanzitutto, era priva di qualsiasi colore
sgargiante: ricordandola, non notava alcuna differenza con la sua attuale
camera. Non aveva giochi particolarmente colorati, di quelli che avrebbero
fatto impazzire qualsiasi bambino… non Takashi; a lui piaceva guardare
quello che accadeva fuori dalla finestra, osservare un combattimento di
kendo e provare a maneggiare una di quelle spade troppo grandi e pesanti per
un bambino. Il suo era un mondo in cui i colori erano sbiaditi, come in una
giornata uggiosa, in cui la pioggia sfuma tutti i contorni degli oggetti e
ne rende i colori indistinti.
Forse poteva sembrare
una cosa triste, ma in realtą Takashi la trovava perfettamente naturale; la
sua vita prima di Mitsukuni era tutta senza colori e la cosa, allora, non
gli pesava in nessun modo: era il suo mondo e lui ci stava bene dentro.
Poi era arrivato suo
cugino, tutto peluches, dolci e colori, colori, colori.
Non c’era una sola cosa,
nella vita di Honey, che non fosse colorata; e non di un colore qualunque,
ma di un coloro vivo, allegro, che quasi faceva male agli occhi quando lo si
guardava.
Improvvisamente nella
sua stanza senza colori, Takashi trovava qualcosa che suo cugino aveva
dimenticato e che era rosa, gialla, verde, azzurra… qualsiasi colore, ma che
fosse un colore acceso e vivace; i suoi giochi non erano pił quelli soliti
del guardare ed immaginare, dell’osservare ed imitare: erano giochi che
coinvolgevano Usa-chan, il signor Ranocchio e tanti, tanti, tanti altri
peluches colorati.
Senza accorgersene il
mondo senza colori di Takashi aveva iniziato a tingersi di tutti i colori
che facevano parte del mondo di Mitsukuni.
Era come se, subito dopo
la pioggia, fosse venuto fuori il sole dalle nuvole e avesse rischiarato con
i suoi raggi luminosi tutti gli oggetti, ridando loro i propri contorni ed i
propri colori.
A pensarci in quel momento,
con l’infanzia ormai dietro le spalle, Takashi pensava che il suo mondo
senza colori forse non esisteva pił, ma non gli importava pił di tanto: il
suo mondo poteva avere qualsiasi colore o non averne nessuno, l’importante
era che ci fosse Mitsukuni a condividerlo con lui.
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).