My mistake

Bambola
Aprì gli occhi e si guardò intorno un po’ stordito;
solitamente non aveva bisogno di dormire, ma il viaggiare fra mondi e mondi
e tutte le forti emozioni provate il giorno prima lo avevano fatto crollare,
nonostante si fosse ripromesso di stare sveglio, per controllare che nessuno
gli togliesse Subaru da vicino. Si voltò dall’altro lato del letto, dove la
notte prima suo fratello si era coricato… Solo per scoprire che di lui non
v’era traccia. Si alzò di scatto, agitato, sapendo già cosa doveva essere
successo e dove poteva trovare suo fratello; uscì dalla stanza e si guardò
intorno con circospezione: la casa era silenziosa e a giudicare dai rumori
che provenivano da fuori non doveva essere che l’alba. Silenziosamente,
scivolò lungo il corridoio, per arrivare alla stanza dove aveva visto
entrare Seishiro, la sera prima; la porta era socchiusa e lui sbirciò
all’interno.
Subaru era proprio lì dentro, che dormiva: mezzo steso
sul letto, poggiava la testa sulla spalla di Seishiro; questi era seduto,
con la schiena che poggiava sulla spalliera, ed accarezzava i capelli del
vampiro con lentezza e delicatezza, con un sorriso compiaciuto sul viso.
Kamui osservò la scena sgomento: Subaru, così abbandonato com’era, sembrava
una bambola di porcellana, di quelle preziose, che vanno trattate con
delicatezza. E così era esattamente che stava facendo quell’uomo: lo
abbracciava, stringendolo a sé come può fare un bambino con un peluche, ma
la sua mano cadeva morbida e lenta sui capelli e sul viso di Subaru.
Kamui tremava di rabbia: era per questo che l’aveva
portato via? Per trattare suo fratello come se fosse stato una bambola?
Stava già per irrompere nella stanza, pronto anche ad
uccidere Seishiro, quando vide il suo gemello muoversi nel sonno; Subaru
aprì gli occhi lentamente e sorrise, come un gatto felice di quelle coccole.
Un momento dopo arrossì di colpo, imbarazzato per tutta quella situazione.
“Uhm… Seishiro-san? Quand’è che sono… uhm… arrivato
nella tua stanza?” Domandò, irrigidendosi improvvisamente, mentre l’altro
strusciava la guancia sui suoi capelli.
“Questa notte.” Rispose Seishiro, divertito da quella
reazione, non accennando minimamente a lasciarlo andare.
“E… uhm… beh, forse dovrei tornare da Kamui. Si
arrabbierà se non mi trova con lui.” Tentò il vampiro, che però venne
incantato dalla mano di Seishiro che si posò delicatamente sulla sua
guancia, scivolando poi sotto il mento, per sollevargli il viso.
“Tuo fratello dovrà abituarsi a questa situazione, prima
o poi.” Commentò, quindi si sporse in avanti e posò un bacio sulle labbra di
Subaru, che arrossì ancora di più.
Kamui sentì le mani prudere: aveva davvero voglia di
fare del male a quell’uomo.
“Che stai facendo, guardone?” Rise piano una voce alle
sue spalle.
Il vampiro sussultò e si voltò di scatto, preso alla
sprovvista; si ritrovò davanti l’espressione divertita di Fuma, che lo
guardava con un sorriso canzonatorio. “No! Stavo… stavo…” Indicò la porta
con espressione furiosa, ancora imbarazzato. “Tuo fratello ha rapito di
nuovo mio fratello!”
“Ah-a.” Fece Fuma, continuando a sorridere.
“L’ha portato nella sua stanza.”
“Oh.” Fu il commento dell’umano, che tuttavia non
sembrava affatto sorpreso dalla rivelazione; piuttosto continuava a
mantenere quell’espressione beffarda sul volto.
“Lo tratta come un peluche!!”
Esclamò esasperato Kamui, rosso di rabbia. “E l’ha
baciato! Mio fratello è in
pericolo…” Aggiunse terrorizzato.
Fuma rise e gli mise un braccio
intorno alle spalle, tirando il vampiro verso di sé. “A Seishiro piacciono i
peluches e le cose carine. Subaru-san è
molto carino.” Kamui lo fulminò
con lo sguardo. “Ma io penso che tu sia ancora più carino.” Aggiunse Fuma,
strusciando la guancia contro la sua e poi ridendo mentre lo abbracciava
stretto.
Kamui arrossì furiosamente: indignato, imbarazzato e…
sotto sotto, molto felice di quel commento.
Solo che… adesso chi era la bambola?
Speranza | Intermezzo: Cane
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Tea House Moon
© Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni,
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