Convinzioni sbagliate
 

 

 

“Uno.”

Kamui si allontanò dal fratello ed iniziò a guardarsi intorno.

“Due.”

Non c’erano molti nascondigli in quel posto, considerò con disappunto.

“Tre.”

Continuò a guardare ogni angolo, ogni cespuglio lì presente, ma niente sembrava fare al caso suo; si avvicinò ad un albero, con fare interessato: nemmeno quello sembrava adatto. Si allontanò, l’espressione imbronciata e gli occhi che continuavano a guardarsi freneticamente intorno.

“… Sette.”

Accidenti, il tempo è quasi finito, pensò agitato; doveva assolutamente farsi venire in mente un’idea, altrimenti la partita era persa! E di certo a lui non andava proprio di mettersi a cercare… odiava farlo, quando si giocava a nascondino!

“Otto.”

In fondo si trattava solo di non farsi vedere! Non era una cosa difficile da fare, no? Kamui iniziò a pensarci e ripensarci, concentratissimo. Chiuse gli occhi stretti stretti…

“Nove.”

Li riaprì all’improvviso e trovò la soluzione: ma certo! Se era solo questione di non farsi vedere, allora, se lui non vedeva Subaru, nemmeno suo fratello l’avrebbe visto, no?

“Dieci!”

Subaru si allontanò dall’albero e si voltò; si guardò un po’ intorno e, sorpreso, vide Kamui accucciato vicino ad un muretto, che teneva gli occhi chiusi stretti e sembrava essere molto concentrato. Sorpreso, Subaru si chiese se il suo fratellino si fosse sentito male, ma non sembrava sofferente; gli si avvicinò, con preoccupazione, e fece per mettergli una mano sulla spalla e chiamarlo, ma si bloccò quando lo sentì ripetere: “Se io non lo vedo, non mi vede nemmeno lui. Se non lo vedo, non mi vede nemmeno lui.”

Subaru sbatté un paio di volte gli occhi, ancora più sorpreso di prima; poi sollevò le spalle e chiamò:

“Kamui? Dove sei? Tanto ti trovo! Kamui?”

Kamui, dal suo angolino, sorrise soddisfatto: la partita era sua!

 

***

 

Certo, fuggire da quel dannato cacciatore, soprattutto in quel posto privo di qualsiasi nascondiglio, non era semplice. Non avrebbero avuto nemmeno il tempo di invocare il potere necessario per spostarsi in un altro mondo, quindi, caricatosi il fratello in spalla, Kamui si era messo a correre forsennatamente, alla ricerca di un posto dove nascondersi.

Sentiva che Seishiro non era molto distante e che, in tutta probabilità, li avrebbe anche raggiunti a breve. Doveva trovare un nascondiglio!

Si guardava intorno freneticamente, ma niente di nien…

Inciampò all’improvviso e capitombolò a terra, portandosi dietro Subaru.

“Kamui-chan, ti sei fatto male?” Chiese il gemello, non appena si rimise in piedi.

Kamui aprì gli occhi, annuendo lentamente, mentre un’idea si faceva largo nella sua mente. Se aveva funzionato con Subaru, perché non avrebbe dovuto funzionare con Seishiro?

“Subaru-chan, chiudi gli occhi stretti stretti e non aprirli per nessun motivo!” Disse, spostando il fratello dietro il tronco di un albero abbattuto. “Se noi non lo vediamo, nemmeno lui ci vedrà!” E chiuse gli occhi.

Subaru lo guardò allibito per un momento; stava già per dirgli che idea mai era quella, quando Seishiro spuntò proprio sopra le loro teste.

Non ci vede se noi non lo vediamo… Non ci vedrà mai, se non lo vediamo!” Ripeteva, bisbigliando, Kamui.

Il cacciatore guardò Subaru con espressione perplessa, per un momento; poi sorrise e porse la mano a Subaru, che, abbagliato da quel sorriso e dimentico di tutto (persino di suo fratello), la prese e si allontanò con Seishiro.

“Non ci vedrà se noi non lo vediamo!” Ripeté convinto Kamui, mentre in lontananza Seishiro, con il suo coniglio felicemente abbracciato a lui, gridava: “Subaru-kun? Dove sei? Subaru-kun, tanto ti trovo…”

Kamui, dal suo nascondiglio, sorrise vittorioso: lo sapeva che quella era la soluzione migliore.

 


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Note: Nata a fine Giugno, sono riuscita a finirla solo questa settimana, a causa di questo fantastico meme. Ovviamente è dedicata al Tessoro che non solo mi ha dato l'idea in quel dì di Giugno, ma che mi ha chiesto di finirla come 'pegno' per questo meme.

 

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