Disarm

Fuochi d’artificio
Il primo botto fu seguito da un sussulto sorpreso; Kamui
si voltò sbigottito verso la direzione dalla quale aveva sentito quel
rimbombo e vide esplodere, nel cielo oltre la collina, la luce del secondo
fuoco.
“Sono fuochi d’artificio!” Esclamò Fuma, con un sorriso
meravigliato. Il vampiro sussultò sentendo il secondo scoppio, la cui eco
risuonò per tutta la vallata; prima ancora che potesse riprendersi dallo
shock, la mano del suo compagno di viaggio afferrò la sua e Kamui si ritrovò
a correre lungo la salita che portava alla cima della collina che si erano
appena lasciati alle spalle.
Fino a quel momento, i fuochi d’artificio li aveva
sempre visti insieme a Subaru; s’era sempre detto che a lui, quelle luci
colorate, non piacevano più di tanto, ma sapeva che incantavano suo
fratello: ogni volta li guardava con gli occhi che brillavano e
l’espressione sorridente, da bambino. Kamui li spiava con la coda
dell’occhio, cercando di nascondere il sussulto che seguiva ogni boato; non
che quel rumore lo spaventasse, ma non riusciva a spiegarselo: il suo corpo
reagiva sussultando, tremava tutto, era come se le onde sonore facessero
vibrare tutto il suo essere.
E tremava ad ogni fuoco, Kamui, mentre correva lungo la
salita, verso quelle luci colorate che si stagliavano contro il cielo scuro
dell’estate; ogni volta che sussultava, la mano che teneva la sua stringeva
la presa e Kamui correva ancora più forte, desideroso di vedere i fuochi
d’artificio.
Credeva che non gli sarebbero piaciuti, come gli
piacevano quando li guardava con Subaru; si era convinto che non gli
interessassero, eppure… Ogni volta il cuore batteva forte, il respiro si
mozzava e gli occhi brillavano, mentre Kamui stringeva la mano di Fuma,
incantato da quello spettacolo che si svolgeva davanti ai suoi occhi.
Quando avesse pensato ai fuochi d’artificio, Kamui non
avrebbe più ricordato l’espressione divertita di Subaru; avrebbe ricordato,
con un po’ di rabbia mista a imbarazzo, una corsa a perdifiato su una
collina, una mano che teneva la sua ed il cuore che batteva forte,
impazzito, senza nessun motivo e per tante ragioni.
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Tea House Moon
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