My mistake

Gelosia
La porta si aprì con un movimento fluido, svelando poco
a poco la figura di Seishiro; questi sgranò per un momento gli occhi,
trovandosi davanti due ospiti inattesi, ma ben presto sorrise, rivolgendo
quell’espressione a suo fratello. “Che bella sorpresa che mi hai portato,
Subaru-kun.”
Subaru sorrise di rimando, arrossendo lievemente e
stringendo la mano di suo fratello, come se stesse cercando di trasmettergli
la sua felicità. Kamui sentì solo una morsa feroce stringergli il cuore.
“Non ti aspettavo così presto,
Fu-chan.” Disse Seishiro, mentre faceva spazio per farli entrare. “Sapevo
che mi avresti trovato… Ma non pensavo ti saresti portato dietro
compagnia.”
Kamui lo fulminò con lo sguardo, ma, prima che potesse
fare qualcosa, Fuma gli mise una mano sulla spalla, non capì se per bloccare
un suo possibile attacco o se per calmarlo. “Kamui non aveva altro modo di
viaggiare, così Yuuko-san mi ha chiesto di fargli questo favore.” Spiegò il
ragazzo, con un sorriso, mentre spingeva Kamui in casa, senza mollare la
presa sulla sua spalla.
“Capisco.
Yuuko-san, eh?” Commentò con un sorriso enigmatico Seishiro; suo
fratello rispose con un sorriso altrettanto incomprensibile, poi lasciò
andare Kamui. “Hai qualcosa di commestibile da mangiare?” Chiese,
guardandosi intorno.
“Certo.” Rispose quello, sempre sorridente. “Subaru-kun,
puoi accompagnare mio fratello in cucina?”
Subaru guardò prima Seishiro poi Kamui; era chiarissima,
sul suo viso, l’irrequietezza, ma Seishiro gli sorrise, spingendolo
gentilmente verso la porta. “Tuo fratello non ha nessuna intenzione di
litigare, non è vero, Kamui-kun?”
Kamui voltò il viso, con fare sprezzante; Subaru lo
guardò con preoccupazione, affatto convinto dalle rassicurazioni di
Seishiro.
“Non preoccuparti, Subaru-san.” Intervenne Fuma,
sorridendo gentilmente. “Kamui non tenterà di fare del male a mio fratello.”
Kamui
incrociò le braccia, infastidito; ma quando vide suo fratello annuire e
seguire Fuma nell’altra stanza, quando notò l’occhiata che gli lanciò Fuma,
sentì una fitta al cuore. Era come un avvertimento, quello che gli aveva
lanciato l’umano; come tenta qualcosa contro mio fratello e te ne pentirai. L’aveva capito
chiaramente, lo sapeva alla perfezione: erano stati solo compagni di
viaggio, nient’altro. Arrivati lì, chi contava di più era Seishiro, lui non
era nessuno. Sentì un’improvvisa rabbia salirgli, avvertì il calore sulle
guance e strinse i pugni: non voleva essere
geloso.
“Kamui-kun?” Lo chiamò Seishiro, sorridendo gelidamente.
“Non facciamo stare in pensiero Subaru-kun; lui si fida di te.”
“E immagino che si fidi anche di te…” Commentò con
rabbia il vampiro, cercando di scacciare via quegli assurdi pensieri.
Seishiro si limitò a sorridere; in fondo la sua non era
nemmeno una domanda. Kamui lo guardò con sempre più rabbia. “Perché hai
voluto restare solo con me? Pensi che io mi lasci raggirare dai tuoi
discorsi e ti lasci mio fratello? Forse mi hai sottovalutato.”
“E tu forse ti sopravvaluti, Kamui-kun.” Commentò
serafico Seishiro, perfettamente tranquillo, nonostante gli occhi del
vampiro fossero improvvisamente diventati gialli. “Non ho bisogno del tuo
permesso per tenere Subaru-kun con me. D’altra parte, anche se tu lo
portassi via con te, dubito che lui ne sarebbe felice.”
“Credi forse di conoscere meglio di me ciò che rende
felice Subaru? E’ il mio gemello!” Replicò con ira il vampiro.
“Non lo credo, Kamui-kun. Io lo
so. Ed è per questo che vorrei
chiederti di non costringermi a battermi con te; a Subaru-kun non
piacerebbe.”
“Sei solo un arrogante.” Sibilò Kamui, tirando fuori i
suoi artigli, cedendo per un momento al suo istinto di aggredire l’uomo che
aveva di fronte. Poi, però, pensò all’espressione preoccupata di suo
fratello e all’occhiata che gli aveva lanciato poco prima Fuma; ritirò gli
artigli e corrugò la fronte. “Vorrei proprio sapere perché Fuma continua ad
essere così orgoglioso d’avere per fratello una persona come te.” Borbottò.
“E’ buffo, sai? Mi chiedo lo stesso di te e Subaru-kun.”
Replicò tranquillamente Seishiro, con un sorriso ironico sulle labbra. Kamui
soffiò, ma non ebbe tempo di commentare. “Ad ogni modo, non è delle nostre
perplessità riguardo le rispettive parentele che dobbiamo parlare,
Kamui-kun. So per quale motivo sei qui e tu sai altrettanto bene che non ho
alcuna intenzione di farmi portare via Subaru-kun da te.”
“Sei tu che l’hai portato via a me! E non riferirti a
lui come se fosse un oggetto.” Sbraitò Kamui, sempre più nervoso.
“Sembra che io non sia l’unico a
farlo, comunque.” Commentò l’altro, divertito. “Prova a chiedere a lui cosa
vuole.” Aggiunse, voltandosi verso
la porta. “Ma sono certo che non rimarrai stupito nel sentire la sua
risposta. Perché tu sai cosa
vuole, vero, Kamui?” Se ne andò con un sorriso ed un’occhiata soddisfatta.
Kamui si voltò, furioso più che
mai; uscì dalla casa, sbattendo la porta ed allontanandosi di qualche passo.
Lo sapeva, certo che lo sapeva cosa voleva suo fratello; non si sarebbero
trovati in quella situazione se Subaru non l’avesse voluto; ma ciò che
davvero gli faceva rabbia era il fatto che tutti fossero dalla parte di
Seishiro, come se lui fosse avesse ragione, come se l’aver diviso due
fratelli in pericolo non contasse nulla. Cos’aveva di così…
perfetto Seishiro? Perché tutti
gli volevano bene? Suo fratello e Fuma… perché tutti e due l’avevano
abbandonato?
E perché lui non riusciva a scacciare via quella
persistente gelosia dal suo cuore?
Illusione |
Latte
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Tea House Moon
© Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni,
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