My mistake

Illusione
“Subaru?”
La figura davanti a lui si voltò con uno scatto;
l’espressione all’inizio sorpresa, si trasformò in un sorriso di gioia e gli
occhi di suo fratello brillarono di felicità. Subaru gli andò incontro, gli
afferrò la mano e la strinse forte.
“Sapevo che mi avresti cercato e che saresti riuscito a
trovarmi, Kamui!” Gli disse, con un sorriso.
Kamui non poteva credere a ciò che
stava accadendo: l’aveva cercato in così tanti posti, si era abituato a
viaggiare da solo (senza Subaru,
si corresse) e adesso che aveva di nuovo davanti a sé suo fratello… Guardò
il suo gemello con espressione confusa, ma Subaru si limitò a sorridergli,
senza capire; allora si voltò verso Fuma, che era rimasto in disparte e gli
sorrideva, come al solito. O forse no, non proprio
come al solito, ma non capiva cosa
non andasse in quel sorriso.
“Tutto bene, Kamui?” Gli chiese suo fratello,
improvvisamente preoccupato.
Kamui lo guardò di nuovo, poi fece un piccolo sorriso e
lo abbracciò, cercando di placare quella confusione, quell’inspiegabile
angoscia che si era impossessata di lui.
Sì, aveva trovato suo fratello,
era lì, accanto a lui, dove doveva essere. Ma sentiva che le cose erano
cambiate, le circostanze erano totalmente diverse rispetto a quelle che si
aspettava; Kamui si era preparato a lottare per riprendersi suo fratello ed
era determinato a battere Seishiro; si era aspettato che Subaru gli
chiedesse aiuto, per fuggire e riprendere i loro viaggi, insieme. Era
convinto d’avere un piano, e forse l’aveva avuto all’inizio, ma ora quella
convinzione si era frantumata davanti alla tranquillità di suo fratello e al
sorriso strano di Fuma.
“Andiamo.” Disse Subaru, tenendolo per mano, come si fa
con un bambino. “Seishiro-san darà felice di vedere che anche suo fratello è
qui.” Aggiunse, sorridendo a Fuma.
Kamui si fermò, trattenendo suo
fratello. “Non dobbiamo andare da lui. Dovremmo andare via di qui…
Avresti dovuto scappare.” Disse severamente; suo fratello abbassò lo
sguardo, mortificato.
“Le cose sono cambiate, Kamui-chan…”
“In che modo?
Lui ti ha rapito!”
“Non mi ha rapito!” Rispose velocemente Subaru, con
l’espressione turbata. Kamui non capiva, lo guardava con severità, la testa
lievemente inclinata. “Mi ha solo… portato via. E avrei voluto che venissi
anche tu, ma a te lui non piace…” Mormorò rattristato.
“Perché dovrebbe piacermi una persona che mi ha portato
via mio fratello?” Domandò l’altro vampiro, prima di potersi fermare. Si
morse la lingua subito dopo, arrossendo di rabbia e scostando lo sguardo;
non era così che doveva andare. “Poteva farti del male…”
“Perdonate l’intrusione, ma non sopporto di vedere due
fratelli uniti come voi discutere così.” Intervenne Fuma, con un sorriso.
“Conosco bene Seishiro-niisan e se avesse voluto fare del male a Subaru-san,
l’avrebbe fatto appena trovato.”
Kamui non si voltò nemmeno a
guardarlo; sapeva che, in quella questione, Fuma non avrebbe mai preso le
sue parti, perché voleva bene a suo fratello; lui avrebbe fatto lo stesso
per difendere Subaru, ma… Semplicemente non poteva accettare quel fatto.
Aveva paura d’essere tradito da Fuma e quello era per lui una sorta di
tradimento; aveva avuto l’illusione, da quando il loro viaggio insieme era
iniziato, da quando aveva imparato a fidarsi di Fuma, a conoscerlo un po’
meglio, a vivere con lui, a dipendere
da lui, che il momento in cui tutto quello sarebbe sparito, era lontano,
remoto. Aveva avuto la flebile illusione che tutto il tempo passato insieme
valesse per Fuma quando valeva per lui; flebile, eppure costante.
“Kamui-chan?” Subaru lo chiamò con la voce preoccupata;
gli prese la mano, delicatamente e lui sollevò il viso, ma non lo sguardo.
Aveva paura che suo fratello vedesse la sua delusione, la sua profonda
amarezza per quell’illusione infranta. Non poteva competere con un fratello,
non quando Fuma era così fiero di lui, così pieno d’ammirazione e affetto
per Seishiro. “Andiamo?” Chiese Subaru, accarezzandogli i capelli con quella
tenerezza di cui solo lui era capace, con quel gesto che era solito fare
quando vedeva che suo fratello era insicuro e angosciato.
Kamui fece un cenno d’assenso: non aveva certo smesso di
odiare Seishiro, ma non aveva voglia di discutere con Subaru su quel punto.
Non aveva voglia di parlare con Fuma di quella questione; sapeva che gli
avrebbe fatto male, molto male ed aveva paura di scoprire che gli faceva più
male quel tradimento, che l’allontanamento di Subaru.
In fondo, doveva ancora mantenere integra la convinzione che suo fratello
fosse più importante di chiunque altro; quell’illusione,
solo quella, gli avrebbe permesso di affrontare Seishiro.
Gelosia
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Tea House Moon
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