Improvvisamente solo
 

 

 

Buffo come si sentisse improvvisamente solo. Fino a qual momento, spostarsi in un altro mondo con suo fratello aveva sempre portato a delle separazioni, ma mai a quella sensazione pungente e chiaramente dolorosa di solitudine. Quella volta era tutto diverso per tanti motivi: perché la persona che si era lasciato alle spalle non era una persona qualunque, perché la situazione in cui l’aveva lasciata non era esattamente rosea e perché, in tutta probabilità, non l’avrebbe mai rivisto.

Viaggiare di mondo in mondo comportava un enorme sacrificio per quanto concerneva la socialità, ma con suo fratello affianco, Subaru aveva sempre pensato che poteva sopportare quella rinuncia ad intrattenere rapporti saldi con altre persone; ma Seishiro era diverso. Era qualcosa a cui Subaru non avrebbe voluto rinunciare, mai, anche se era cosciente del fatto che appartenendo a due razze diverse era quasi impossibile stabilire un rapporto; senza contare il fatto che lui, in quanto vampiro, avrebbe avuto una vita più lunga di quella di Seishiro, che era solo un uomo.

Era.

Non solo era praticamente fuggito da lui (contro il suo volere, in realtà, ma doveva farlo), ma l’aveva anche trasformato in un vampiro, come lui; e quelli come loro non erano visti di buon occhio da tutti gli altri: leggende e credenze errate sul conto di quelli che appartenevano alla sua razza li avevano resi dei mostri.

Mostri che non erano e probabilmente lui e Kamui ne erano la dimostrazione più valida, ma questo non contava: Seishiro doveva stare attento a non mostrare la sua nuova natura, perché altrimenti lo avrebbero cacciato, perseguitato, ferito.

Subaru non osava pensarci; sapeva che Seishiro non era uno sciocco, che era capace di difendersi, ma la paura è qualcosa di totalmente irrazionale e si era impossessata della sua mente, senza lasciare spazio per quelle lucide considerazioni.

Era tutto finito, in ogni senso: aveva condannato Seishiro e, cosa peggiore, l’aveva abbandonato a sé stesso, a vivere quella sua nuova condizione in solitudine.

Per tanto, forse, quella sensazione dolorosa che gli torceva il cuore e gli faceva quasi mancare il respiro era meritata: meritava anche lui di sentirsi solo, perché aveva fatto qualcosa di terribile alla persona più importante per lui.

E anche se Kamui non avesse mai capito quel sentimento che provava, anche se l’avesse guardato con stupore e con rabbia, come un bambino che si sente preso in giro, Subaru avrebbe continuato a covare dentro di sé quella sensazione, perché non gli restava che quella a ricordargli che Seishiro era ancora vivo e questo, voleva credere, era la cosa più importante.

 


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Note: Scritta per il Chocolate Trilogy Fest di Fanfic Italia. Ammetto che è la ff che ho scritto meno volentieri e più per completare la triade XD ma non fa niente, tutto sommato non la trovo male. Poi posso sempre sbagliare XD

 

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