The infinite sadness

Lacrime
Kamui ancora non si capacitava di ciò che era successo;
ancora non riusciva a capire in che modo era potuto accadere.
Le cose erano andate un po’ troppo velocemente, un po’
troppo improvvisamente, per permettergli di reagire prontamente, come
avrebbe fatto di sicuro, se solo fosse riuscito a rendersi conto di ciò che
stava per succedere. Di certo, né lui né Subaru si aspettavano di ritrovarsi
davanti Seishiro; non in quel mondo, non in quel modo. Non aveva fatto
nemmeno in tempo a capire dove fossero finiti, che subito era comparso
quell’uomo e gli aveva portato via suo fratello.
Kamui aveva provato, tentato disperatamente di
impedirglielo, di riprendersi Subaru; non aveva mai gridato così forte,
tanto da farsi male alla gola; non aveva mai corso così disperatamente, né
aveva mai fallito nel proteggere suo fratello. L’aveva chiamato
ripetutamente, prima di vederlo sparire, ma Subaru non aveva fatto nulla per
liberarsi, per tornare da lui… Aveva solo fatto un cenno con il capo, come a
dirgli di non preoccuparsi, che a lui andava bene così; e l’aveva guardato
intensamente, un attimo prima di svanire, facendogli capire che gli
dispiaceva lasciarlo, che non avrebbe mai voluto che le cose andassero in
quel modo. Ma aveva preferito andarsene, invece di restare con lui.
Gliel’aveva detto mille volte,
Subaru, che per lui Kamui era importante, davvero, ma non potevano restare
insieme per sempre; non era giusto che l’uno vincolasse l’altro e non era
giusto che la felicità dell’uno fosse limitata dall’altro. Kamui aveva
sempre creduto che Subaru parlasse di sé stesso, del fatto che si
considerasse un peso per suo fratello; solo in quel momento, da solo,
davvero solo, aveva capito che in
realtà Subaru si riferiva proprio a lui: era Kamui a legare suo fratello a
sé stesso, era lui che gli impediva d’essere felice come meritava. Solo che
fino ad allora non se n’era mai accorto, accecato dalla paura di restare da
solo, di non avere nessuno accanto a sé; inconsciamente, forse, aveva
realizzato che il suo comportamento non era completamente corretto, ma la
sua superbia gli aveva fatto credere che lui bastasse a Subaru, che come
Subaru era importante per lui, così lui era importante per Subaru.
Forse non era del tutto sbagliato quel ragionamento, ma
Kamui aveva sempre pensato a loro due come due essere inscindibili: per lui
era naturale pensare ad una vita passata sempre insieme, solo loro due. Era
evidente che per Subaru non era così e che chiaramente Subaru aveva ragione:
erano gemelli, era vero, ma questo certo non voleva dire che fossero un solo
essere. I bisogni dell’uno a volte erano diversi da quelli dell’altro ed in
quel caso… erano diametralmente opposti.
Kamui non aveva potuto fare niente, perché Subaru voleva
esattamente così; perché Subaru voleva che lui lo lasciasse andare, che
capisse che la felicità di entrambi non dipendeva dalla costante presenza
del gemello. La felicità di ognuno dei due era legata a qualcun altro e, per
quanto Subaru soffrisse di quella separazione, così violenta ed improvvisa
(perché suo fratello sapeva bene che soffriva quanto lui), Kamui aveva
capito quello che il suo gemello aveva tentato di dirgli con quell’ultima
occhiata.
Era un invito a cercare la sua propria felicità, a
combattere per averla, a sacrificare qualcosa per conservarla.
Ma Kamui era solo un ragazzino impaurito in quel
momento: solo, abbandonato e spaventato dal vuoto che lo circondava.
Per questo non riusciva ad impedire alle lacrime di
cadere copiose dai suoi occhi: la ferita più profonda che potesse essere
inferta al suo spirito orgoglioso.
Due sensazioni
|
Torna alla sezione
Fanfictions

Tea House Moon
© Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni,
le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E'
assolutamente vietato
prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a
scopo di lucro (dannazione!).