My mistake

Latte
“Kamui-chan?” Subaru si affacciò dalla porta, sorridendo
affettuosamente al fratello; Kamui si era rannicchiato lì accanto e lo vide
uscire con una tazza in mano. “Prendi, è per te.”
Il vampiro prese la tazza e guardò il contenuto: latte
caldo. L’odore era invitante e consolante, tanto che Kamui prese un sorso e
si sentì un po’ meglio. Subaru, intanto, gli si era seduto accanto,
silenzioso; poi aveva poggiato la testa sulla sua spalla. “Sono contento che
tu sia qui, Kamui-chan. Mi sei mancato tanto.”
Lui non rispose, continuando a sorseggiare il liquido
caldo. Dopo un po’ di silenzio, con lo sguardo basso e la tazza stretta
vicino al petto, domandò: “Tu vuoi restare con lui?”
Subaru restò in silenzio, accoccolandosi meglio vicino a
lui. Kamui sospirò amareggiato, stringendo le tazza fra le mani. “Perché?”
Mormorò poi, come accartocciandosi su sé stesso.
“Perché lui è…”
“Più importante di me?”
“No. Siete importanti entrambi, ma… in modo diverso.”
“Non capisco.”
Stavolta fu Subaru a sospirare; si scostò dal fratello e
si mise davanti a lui, mettendo le mani sulle sue. “C’è una persona speciale
per ognuno di noi, Kamui-chan. Noi siamo fratelli, ma questo non vuol dire
che la tua persona speciale sia io; o che la mia sia tu.” Kamui fece per
dire qualcosa, ma suo fratello lo bloccò. “Ti voglio bene comunque, e te ne
vorrò sempre. E sarò felice se tu vorrai rimanere qui con me; ma io voglio
stare qui, dove c’è Seishiro-san.”
“Non capisco lo stesso.” Borbottò amareggiato e
indispettito il gemello, affondando la faccia dietro la tazza di latte.
Subaru sorrise intenerito e poggiò la fronte contro
quella del fratello. “Non pretendo che tu capisca adesso. Però quando
incontrerai la tua persona speciale, allora capirai tutto. E vorrei che
questo avvenisse presto, così anche tu sarai felice.”
“Ma io ero felice anche prima, quando eravamo solo noi
due.” Ribatté Kamui, sempre più imbronciato. Subaru sorrise, ma non disse
nulla; abbracciò il fratello e poi si alzò in piedi. “Finisci di bere,
Fuma-san l’ha preparato apposta per te.” Disse, rientrando in casa.
Kamui lanciò un’occhiata al latte nella tazza, ormai
tiepido. Poi, rannicchiandosi meglio, nascose il viso dietro le ginocchia, e
arrossì, confuso e amareggiato, ma anche un po’ felice perché Fuma aveva
pensato a lui.
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Tea House Moon
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