Tokyo - Waiting
 

 

Nascosto

 

Ormai era abituato a viaggiare fra i mondi; aveva perso la sorpresa iniziale, quel brivido che gli correva lungo la schiena ogni volta che davanti a lui si apriva un paesaggio nuovo e sconosciuto. Aveva imparato ad essere pronto ad ogni evenienza, a non aspettare d’essere attaccato, ma a mostrare subito la sua aggressività; a Subaru non piaceva che si comportasse in quel modo, ma quei viaggi avevano insegnato a Kamui che c’erano pochissime persone di cui due vampiri, all’apparenza semplici adolescenti indifesi, potessero fidarsi.

Quella volta però non poté evitarsi un po’ di confusione: sembravano essere finiti nei basamenti di un edificio, ma la cosa singolare era che davanti a loro si apriva una distesa d’acqua scura, simile ad un piccolo lago artificiale, o forse più ad una cisterna.

Subaru disse che c’era qualcosa lì sotto; Kamui l’avvertiva… era un potere fortissimo, ma di che genere e dove si trovasse precisamente lui non sapeva dirlo. Suo fratello si sporse e prima che potesse impedirglielo, l’acqua lo avvolse e lo trascinò giù.

Kamui gridò il suo nome, si tuffò in acqua, ma non servì a nulla: per quanto si sforzasse di raggiungere Subaru i suoi movimenti, solitamente così agili, erano impacciati dal peso dell’acqua.

“Subaru!” Chiamò, gridando il nome di suo fratello con la voce scossa dalla preoccupazione e dell’ansia di aver visto il suo gemello portato via da un potere misterioso proprio sotto i suoi occhi.

“Non seguirmi!” La voce di suo fratello proveniva proprio da lì davanti, ma sembrava troppo lontana, come se fosse irraggiungibile. Bollicine e fasci di corrente avvolgevano Subaru: Kamui lo vedeva a malapena in tutta quella trasparenza confusa e scura, dalla quale, fievole come la fiamma di una candela, proveniva una debole luce, proprio dietro suo fratello.

Continuò a lottare per raggiungerlo, per liberarlo: l’aveva salvato altre volte, tirandolo fuori dai guai più impensabili e ora non riusciva a riportarlo fuori da un po’ d’acqua… che ironia era mai quella?

“Non mi farà del male.” La voce di Subaru era stranamente calma, ora nemmeno lo guardava. Kamui lo chiamò.

“Non preoccuparti, non mi accadrà nulla!”

Quasi non riusciva più a distinguere la sagoma di suo fratello; i turbinii dell’acqua continuavano ad offuscargli la vista.

“Aspettami.”

La luce si fece per un attimo più intensa, come un flash improvviso; Kamui chiuse gli occhi, gridando il nome di Subaru, ma quando li riaprì era circondato solo da quelle tenebre fluide che sembravano aver inghiottito suo fratello.

“Subaru!”

“Subaru!”

“Subaru!”

Per quanto lo chiamasse, l’acqua intorno a lui era calma, come se nulla fosse successo; non ricevette nessuna risposta.

Aspettare Subaru, suo fratello che era nascosto lì, in quell’acqua tetra. Cos’altro poteva fare? Cosa poteva fare senza di lui?

Uscì dall’acqua confuso e spaesato. Senza Subaru quel posto sembrava pieno di pericoli, d’insidie, sembrava più tetro e oscuro, più pauroso.

Dei passi alle sue spalle, voci concitate.

Da quei viaggi da mondo a mondo Kamui aveva imparato una cosa: c’erano poche persone di cui un vampiro come lui poteva fidarsi.

 

 

Risveglio

 


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