
Ricordella di me
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Guardando l’atmosfera lì intorno Kamui non avrebbe mai detto che quello era un giorno di quasi primavera. Il cielo era grigio di nuvole e tutto sembrava tetro e scuro, nonostante in quel parco diversi alberi fossero già in fiore o, al minimo, già verdi di foglie nuove.
Era abbastanza annoiato, il vampiro; non gli piaceva quando Fuma se ne andava in giro per conto suo, ma questo non voleva certo dire che volesse la sua compagnia! Significava, più che altro, che da solo si annoiava, ecco, e alla noia preferiva la fastidiosa compagnia di quello lì.
“… ed io gli ho detto che poteva anche scordarsi i cioccolatini l’anno prossimo, da me, perché lo mollavo in quel momento!”
Kamui si voltò incuriosito verso delle ragazzine che passavano lì accanto; quella che aveva parlato sembrava furiosa, mentre quella che le stava vicino portava un grosso mazzo di fiori, con un certo imbarazzo. Il vampiro inclinò la testa, perplesso.
“Beh, se non gliel’avessi ricordato io ieri, adesso nemmeno io avrei questo mazzo di fiori…”
“Oh, per favore! I ragazzi dovrebbero ricordarsi che il White day per noi è un giorno importante! Voglio dire… a San Valentino noi ci ricordiamo sempre di far loro un regalo, ma poi, un mese dopo, loro se ne dimenticano, quando invece si sa che dovrebbero ricambiare il favore, oggi! Sono proprio degli…”
“White day?” Borbottò Kamui pensieroso, attirando involontariamente l’attenzione delle due che, dopo averlo fissato intensamente per qualche momento, si allontanarono imbarazzate, tra un che carino ed un ad uno come lui perdonerei tutto. Per loro fortuna, Kamui non le sentì, troppo concentrato a pensare a quella scatola di cioccolatini che Fuma gli aveva dato proprio il giorno di San Valentino; forse doveva ricambiare il favore?
Ma per quale motivo avrebbe dovuto, poi? Lui nemmeno li voleva quei cioccolatini (nonostante fossero ancora gelosamente conservati nel suo zaino); era stata un’idea di Fuma, lui che c’entrava?
Prima che potesse accorgersene, però, Kamui si era alzato dalla panchina e si era diretto verso quella strada piena di negozi, alla ricerca di un regalo per il suo compagno di viaggio.
***
Dopo un’ora di vagabondaggio fra le strade affollate di quella città, Kamui ne era uscito con un buco nell’acqua ed un’enorme irritazione. Le aveva pensate tutte, davvero, ma niente di niente sembrava fare al caso suo. O meglio, al caso di Fuma.
Perché quel ragazzo doveva essere così difficile? Non bastava che lo prendesse continuamente in giro, che gli facesse i dispetti e che lo mettesse costantemente in imbarazzo, ora doveva anche tormentarlo in quel modo! Ora capiva cosa voleva dire Yuuko-san con prezzo, ma quello, cavolo, era più di un sacrificio, era una tortura.
Le aveva pensate tutte, dal banale mazzo di fiori (ma poi aveva pensato che Fuma con un mazzo di fiori sembrava così… stupido, soprattutto se a regalarglieli era lui) all’improbabile cappello (Kamui dubitava che il ragazzo sarebbe stato disposto ad indossarne uno, per non rovinare la sua pettinatura). Possibile che in quel buco di mondo non ci fosse nemmeno qualcosa che potesse minimamente interessare ad un cacciatore come Fuma?
Così pensando si ritrovò in un vicoletto dall’aria sinistra; per niente spaventato (spaventarsi lui? Un vampiro? Tsk!), s’avventurò lì, notando l’insegna un po’ malconcia d’un negozietto con la vetrina antica e la porta che dava l’impressione di doversi staccare dai cardini da un momento all’altro. Incuriosito, vi entrò, scoprendo che la porta era ben salda e che nemmeno cigolava. Non ebbe troppo tempo per pensarci, comunque, perché l’ambiente interno di quel negozio era l’esatto contrario dell’immagine che dava da fuori: era tutto ben illuminato e gli oggetti che si trovavano sugli scaffali erano ben lucidi e tutti, in qualche modo, affascinanti.
“Posso aiutarla, signore?” Chiese un ragazzo dall’aria un po’ impacciata, sbucando da dietro una tenda. Kamui rispose con un borbottio, troppo meravigliato da quella magia per riuscire ad emettere una risposta coerente; poi, vide qualcosa che attirò irrimediabilmente la sua attenzione: era una sfera di vetro, piccola e limpida. Un oggetto banalissimo, se non avesse avuto un nome così buffo come…
“Quella è una ricordella.” Gli disse il proprietario del negozio, avvicinandosi. “Diventa rossa quando il proprietario si è dimenticato qualcosa. Il problema…” aggiunse, con un sorriso imbarazzato, “è che non ricorda cosa si è dimenticato.”
A Kamui piaceva. Prima ancora di rendersene conto, era uscito dal negozio con un pacchetto in mano, ancora affascinato da quell’angolo della città che sembrava… un mondo a parte.
Camminando fra la folla quasi esaltato per il suo acquisto, tornò al parco in cui s’era dato appuntamento con Fuma e lo trovò già lì, seduto sulla panchina che un paio d’ore prima aveva lasciato.
“Oh, eccoti!” Esclamò il ragazzo, alzandosi in piedi non appena lo vide.
Prima ancora che l’altro potesse chiedergli dov’era stato, Kamui gli porse il pacchetto, senza dire una parola. Fuma lo guardò con perplessità. “Per me?” Domandò, senza riuscire a nascondere la sua sorpresa.
“Certo, stupido! Non vedi che te lo sto dando?” Disse, di nuovo irritato Kamui; Fuma sorrise divertito, vedendo che, piuttosto che arrabbiato, Kamui sembrava imbarazzatissimo.
“Grazie. A cosa devo l’onore?”
Il vampiro alzò le spalle e incrociò le braccia, guardando altrove. “Delle ragazze dicevano che oggi è il White day e che si deve ricambiare il regalo ricevuto a San Valentino.”
L’umano ridacchiò, chiedendosi se l’altro sapesse che significato aveva tutto quel gioco di dare e ricevere.
“L’ho fatto solo perché non mi va di avere debiti con te, sia chiaro!” Gli disse, piuttosto irritato da quella risatina.
“Ok, ok. Posso aprirlo?” Chiese Fuma, quasi come un bambino il giorno di Natale.
Kamui lo squadrò da capo a piedi e sollevò le spalle. “Beh, se preferisci tenerlo così, fai pure…”
Il ragazzo rise e non perse tempo a scartare il suo regalo; trovandosi di fronte a quella sfera di vetro, la rigirò un po’ fra le mani e poi guardò Kamui con aria interrogativa.
“Si chiama ricordella… o qualcosa del genere. Serve a ricordarti delle cose; diventa rossa se ti dimentichi di qualcosa.”
“Ma io ho una buona memoria, sai, Kamui?” Gli disse Fuma, sorridendo.
Kamui lo fulminò con lo sguardo e tese la mano. “Beh, allora puoi anche ridarmela!”
Il ragazzo tirò indietro la mano con la ricordella e scosse la testa. “Non ci penso nemmeno! Servirà a ricordarmi sempre di te, Kamui.” Gli disse, con un sorriso un po’ più largo del solito, e Kamui arrossì.
“Beh, allora ripartiamo? Dobbiamo cercare mio fratello!” Borbottò, cercando di nascondere l’imbarazzo. Non avrebbe mai ammesso che gli aveva regalato quell’oggetto proprio affinché Fuma non si dimenticasse mai di lui.
Note:
Scritta ancora
per il Meme di Marzo del Tessoro, per il prompt 03. "White day" della lista
uno - Primavera.
Forza, vi sfido a riconoscere chi è il ragazzo che vende la ricordella a
Kamui XD non è particolarmente difficile, in effetti. Riguardo la ff,
beh, sarebbe il 'seguito' della ff sanvalentinosa della mezza tabella, ma
voi non l'avete ancora letta, ma chissene XD no, non per voi, semplicemente
perché non è necessario. Del resto, l'episodio è riassunto anche qui,
quindi...
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