Tokyo - Waiting
 

 

Sangue

 

La pioggia li aveva intrappolati insieme innumerevoli volte da quando era arrivato in quel luogo e quella non era certo la prima volta che Fuma sembrava abbassare così incautamente le difese in sua presenza. Kamui ammetteva che non avrebbe mai tentato di aggredirlo, perché… perché non l’avrebbe mai fatto.

Quella volta, però, l’umano aveva scelto il momento peggiore per appisolarsi: Kamui aveva fame e sentiva l’odore del suo sangue nonostante la distanza fra di loro. Fissava la parte di collo scoperta, proprio dove passa la carotide; poteva quasi sentire il cuore pompare con regolarità nel petto di Fuma ed il sangue correre nell’arteria, caldo, invitante.

Che sapore aveva il sangue di Fuma?

Sarebbe stato come il sangue di qualsiasi altro umano: caldo, ferroso, di un intenso colore rosso. Eppure Kamui era certo che il sangue di Fuma avesse un sapore differente; quasi lo sentiva dall’odore: era un profumo insolito, un profumo che non aveva mai sentito prima, che lo inebriava, che lo invitava ad avvicinarsi… Era diverso, ma Kamui non sapeva dire perché. Più ci pensava, più aveva fame; più tentava di allontanare lo sguardo, meno riusciva a concentrarsi su altro.

Voleva assaggiare quel sangue, quello di Fuma, nessun altro.

 

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