Tokyo - Waiting
 

Dolore

 

Aveva dimenticato il mantello ed aveva iniziato a piovere. Non aveva mai pensato a quanto facessero male quelle goccioline acide. Correva, i vestiti ormai quasi tutti bruciacchiati; gli sembrava incredibile che anche lui, come quegli umani, fosse vulnerabile all’acido. In fondo era  solo più forte, non invulnerabile.

Non potendo raggiungere il palazzo, cercò rifugio sotto una delle rovine.

Si mise a sedere e controllò le ferite: la pelle era rossa, scottava, era evidentemente ustionata. Vi passò sopra le dita, sibilando per il dolore: la pelle era liscia e tesa in modo innaturale. Per fortuna in poche ore sarebbe guarito.

 

Gatto

 

“A quanto pare non solo l’unico che si è attardato sotto la pioggia.” Disse una voce alle sue spalle.

Kamui si voltò di scattò e si alzò in piedi per fronteggiarlo. Fuma era molto più alto di lui, ma Kamui non aveva nessuna intenzione d’essere guardato dall’alto in basso solo per quel motivo; il suo sguardo era fiero, superbo.

“Non c’è bisogno di fare quella faccia, dai.” Gli disse l’altro ragazzo con un sorriso conciliante.

C’era qualcosa in quel sorriso che a Kamui proprio non piaceva, ma non aveva ancora compreso cosa fosse. Iniziò ad indietreggiare, intenzionato ad andarsene; ma mai dare le spalle al proprio nemico.

“Temi che possa attaccarti, Kamui-san?” Gli chiese Fuma, non accennando a smettere di sorridere.

“Di certo non ho paura di qualcuno che non può farmi alcun male.” Gli rispose sprezzante, bloccando i suoi passi ed incrociando le braccia. “Sei più debole di me.”

Fuma rise. “Ma davvero? Sei molto sicuro di te, vero?” I suoi occhi si fissarono in quelli di Kamui. “Non ho intenzione di attaccarti. E tu?”

Il vampiro resse lo sguardo con difficoltà, ma non distolse gli occhi.

“No, per il momento.” Ma rimase pronto a scattare, come un felino.

 

Silenzio

 

Il rumore della pioggia era costante e leggero; se avessero parlato non sarebbe riuscito a sentirlo, ma non c’era altro che il silenzio. Kamui non staccava gli occhi da Fuma, controllandone ogni movimento, ogni minimo cambiamento d’espressione; ma l’altro aveva quell’aria imperturbabile, come se non gli importasse avere un nemico a così poca distanza, come se gli fosse del tutto indifferente il suo fissare. Sembrava trovarsi a suo agio nel silenzio (non che a Kamui importasse), ma il suo era un silenzio nervoso, dovuto alla tensione; quello di Fuma era un silenzio sereno: la tempesta e le quiete nello stesso luogo.

 

 

 

Potere | Nodo

 


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