Eppure sentire
 

 

Olfatto

L’odore zuccherino dei dolci sulla scrivania riempiva l’ufficio.

Tsuzuki, seduto sulla sedia, si beava di quel profumino invitante, gongolando come un bambino. Ma

in realtà attendeva di poter sentire un altro odore.

Chiuse gli occhi.

Profumo neutro di bagnoschiuma, mischiato all’odore forte dello shampoo e a quello quasi impercettibile della pelle: Hisoka era appena entrato nella stanza ed il suo odore sembrava sovrastare quello dei dolci, che in quel momento gli sembrò stomachevole rispetto al profumo delicato dell’altro.

“Non dormire, idiota!”

Tsuzuki aprì gli occhi: ora che lo vedeva, l’odore era meno percettibile. Eppure, inspirando profondamente, lo sentiva ancora, forte…

 

Gusto

C’era una fetta di torta sulla sua scrivania; accanto, un bigliettino recitava: “Non è troppo dolce. Ti piacerà.”

Tsuzuki non era nella stanza; forse poteva assaggiare… Con il cucchiaino, si portò un pezzo di torta alla bocca: la pasta friabile, mischiata alla crema gli riempì la bocca. Non tanto dolce. Gli piaceva.

“Com’era?”

“Mi spiavi?”

Il sorriso di Tsuzuki si fece più vicino; prese il cucchiaio dalla sua mano ed assaggiò.

“Ti è piaciuta.”

Non era una domanda. Aveva preso quella torta apposta per lui.

“Scemo.”

Le labbra che si posarono sulle sue avevano lo stesso sapore del dolce…

 

Tatto

Nella stanza in semi-oscurità, le sue mani volevano toccare: giocavano fra loro sentendo la pelle ruvida dei polpastrelli; sfioravano il divano, avvertendone la morbida consistenza, reggevano la tazza fredda e dura, tremando di bramosia. Voleva toccare.

La testa di Hisoka si poggiò alla sua spalla; dormiva.

Il cuore gli batté forte nel petto, le mani si mossero sole.

Passarono fra i capelli chiari del ragazzo, soffici e serici.

Sfiorarono il suo viso; come se accarezzassero il velluto.

Si posarono sulle labbra: piene, morbide. Chiuse gli occhi ed immaginò che a toccarle fossero le sue labbra: la sensazione era la stessa…

 

Udito

Tsuzuki era solitamente rumoroso: aveva la voce alta, creava confusione muovendo tutti i fogli sulla scrivania, correva nel corridoio, non stava zitto un attimo.

Non sopportava quel rumore.

Ma c’erano quei momenti, di notte, nella stessa stanza, in cui regnava il silenzio. Hisoka, accoccolato nel suo letto, sentiva i respiri regolari provenire dal giaciglio accanto al suo ed il fruscio delle lenzuola sulla pelle.

Quei suoni erano rilassanti e dolci; lo cullavano nel sonno e gli facevano pensare che, la mattina dopo, avrebbe potuto sopportare tutti i rumori fastidiosi che Tsuzuki creava.

Quei suoni, in fondo, riempivano la sua vita.

 

Vista

Gli occhi di Tsuzuki vagavano nella stanza, come alla smaniosa ricerca di qualcosa: ogni oggetto veniva visto solo superficialmente; poi, lo sguardo si posò sulla figura seduta di fronte a lui: ogni minimo particolare veniva osservato con attenzione minuziosa, ogni linea del viso veniva seguita, studiata e memorizzata.

Amava osservare quel volto.

 

Hisoka, con gli occhi fissi sempre sulla stessa pagina del libro, sentiva lo sguardo dell’altro su di sé. Imbarazzato, ma non infastidito, osservava le fibre della carta, il nero dell’inchiostro, la forma delle parole, senza capirle.

Tutto sommato doveva ammetterlo: amava restare solo con Tsuzuki, in quel modo.

 

 

 

 

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Note: Non sono collegate fra loro, quindi possono essere lette anche singolarmente; ho deciso, però, di ‘dedicare’ due sensi ciascuno, lasciando “Vista” ad entrambi i personaggi. Quindi “Olfatto” e “Tatto” sono dal PoV di Tsuzuki; “Gusto” e “Udito” da quello di Hisoka; infine “Vista” è diviso dai due PoV ^^  era chiaro, no?

 

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