N'y pensez pas trop
 

 

Chi?

A volte, durante la notte, succede che Hisoka non riesca a dormire: si sveglia all’improvviso, come se avesse avuto un incubo, solo che non ha fatto nessun brutto sogno. Tutto il contrario; ha fatto un bel sogno: c’è qualcuno che gli sorride e che poi lo abbraccia forte. Nel sogno, ogni volta pensa che sta volta ricorderà chi è; ma quando si sveglia il ricordo è già svanito e rimangono solo quel sorriso e quell’abbraccio.

Allora Hisoka si gira e rigira nel letto, pensando solo:
Chi è?

Verso l’alba, ha trovato la risposta, proprio mentre sta per riaddormentarsi… E’ Tsuzuki.

 

 

Cosa?

La mattina, quando Hisoka è in bagno, pensa a cosa voglia dire quel sogno in cui qualcuno lo abbraccia e gli sorride. Già dimentico di chi sia a farlo, prova allora a trovare un significato per l’abbraccio.

Si domanda se non abbia bisogno di farsi abbracciare e pensa sempre che Tsuzuki sarebbe felice di farlo. La sua immagine nello specchio arrossisce e lui pensa che non chiederà mai una cosa del genere a nessuno, tanto meno a Tsuzuki. Poi, allora, pensa a quel sorriso: lo trova molto familiare e pensa al sorriso di Tsuzuki.

Il suo riflesso arrossisce un’altra volta…

 

Perché?

In ufficio, Hisoka si chiede perché non riesca a concentrarsi. Continua a rimuginare: ha pensato tutta la mattina a Tsuzuki e si rimprovera di questo.

Perché lo pensa?

Perché Tsuzuki è rumoroso e lo distrae, si risponde, tentando di tornare al lavoro.

Ma continua a pensarci ed ora Tsuzuki è uscito dalla stanza e lui… Lui si chiede perché stia continuando a cercarlo con lo sguardo e si chiede perché voglia vederlo ora, subito, anche se è rumoroso e lo distrae.

Quando Tsuzuki ritorna, Hisoka pensa al motivo per cui lo cercava; quasi sempre non ce n’è mai uno.

 

Come?

Quand’è sera, Hisoka si chiede come sia possibile che voglia stare ancora con Tsuzuki. Dovrebbe averne abbastanza del suo chiacchiericcio, del suo buon umore. Ed invece vuole ancora stare con lui.

Com’è possibile?

Tsuzuki lo segue lungo la strada, gli va dietro in silenzio, ma lui lo sa che c’è e che lo seguirà fino alla porta di casa solo per assicurarsi che sia arrivato. Non è un bambino, non ha bisogno della balia.

Glielo dice, ma lui sorride e basta. E’ il sorriso del suo sogno ed allora…

Allora Hisoka smette di farsi domande.

E, di nascosto, sorride anche lui.

 

 

 

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