Evoluzione di una (quasi) storia d'amore

 

Ore

 

“Ma ora che siamo una coppia…” Tentò il più grande, con voce allusiva, ricevendo un’occhiataccia dall’altro. “Voglio dire: posso… tipo…”

“Tipo?” Chiese il ragazzino, arrossendo piuttosto vistosamente e allontanando lo sguardo, con imbarazzo.

“Tipo fare questo?” Domandò il più anziano, abbracciandolo all’improvviso e affondando il naso fra i capelli castani del partner, annusando l’odore inconfondibile di Hisoka. Questi si allontanò, scansandolo in malo modo.

“Ovvio che no.” Rispose perentorio ed irritato.

“Ma…” Provò Tsuzuki, guardandolo spiazzato.

“Sono passate solo due ore. Quindi taci e vai via.”

Tsuzuki abbassò la testa, rattristato: no, anche se erano una coppia, nulla sarebbe cambiato.

 

Giorni

 

“… e soprattutto smettila di fissarmi!” Concluse un irritatissimo Hisoka.

“Non ti fisso.” Rispose sconvolto Tsuzuki, alzando di scatto la testa.

“Ah, no?” Fece Hisoka, incrociando le braccia severamente. “Stamattina l’hai fatto.”

“Perché mi stavi guardando.”

“L’hai fatto anche ieri, mentre parlavamo con Tatsumi.” Rincarò Hisoka, spazientito.

“Sempre perché mi guardavi.” Spiegò Tsuzuki, pensieroso.

“E l’altro ieri, a pranzo.” Tentò ancora il più giovane, ora a disagio e con voce fievole.

“Ma eri sempre tu che-”

Seguì un imbarazzante silenzio: Hisoka arrossì per la vergogna, Tsuzuki sorrise. “Hisoka…” Disse dolcemente.

“Eh?” Rispose secco l’altro.

“Tu puoi continuare a fissarmi.”

“Stupido.”

 

Settimane

 

“Sono passate sole tre settimane.” Puntualizzò Hisoka, furioso.

“Ma ci conosciamo da tanto.” Ribatté Tsuzuki con le orecchie basse, guardandolo con occhi lucidi.

“Dovresti sapere che ho bisogno dei miei spazi.” Continuò il più giovane, irremovibile.

“So essere discreto.”

Hisoka lo guardò scetticamente; Tsuzuki tacque.

“Sei disordinato; io odio il disordine.” Proseguì quello, impietosamente. “Sei rumoroso; io amo il silenzio. E tutti quei dolci…”

Tsuzuki abbassò il capo, rassegnato.

“Però…” Mormorò incerto Hisoka. “Quando sono con te, non ho quegli incubi…”

Non un totale rigetto, ma amore senza sbilanciarsi troppo; forse era davvero presto per la convivenza, pensò Tsuzuki, sorridendo.

 

Mesi

 

Forse quello non aveva alcun senso, forse non era nemmeno importante, forse era completamente illogico. Non sapeva nemmeno come si facesse e i primi risultati erano stati disastrosi.

Tsuzuki, però, aveva sempre sorriso, dicendogli che andava bene; Hisoka non sapeva se lo diceva perché lo amava davvero o perché era uno stupido.

Forse erano entrambe.

Guardò con ansia l’altro, non resistendo più.

“Allora com’è andata, stavolta?”

Tsuzuki deglutì, ci pensò un momento e sorrise.

“Benissimo.”

Hisoka lo guardò sbalordito, poi fissò la mezza torta rimasta ed arrossì di felicità. Dopo tutti quei mesi, era riuscito a preparare una torta decente.

 

 

 

 

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Note: "Giorni" e "Settimane" sono carine, lo stesso di non posso dire di "Ore". Un caso a parte è "Mesi" che proprio non mi piace, ma pazienza, pur rimuginandoci su non ho trovato una soluzione migliore.

 

 

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