
Hitsuzen
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“Tsuzuki.”
Lo shinigami si voltò verso il segretario del suo
ufficio; gli sorrise. “Buongiorno, Tatsumi.”
L’uomo di fronte a lui sollevò un sopracciglio e gli tirò
il dossier che aveva in mano sulla testa.
“Ahia!” Uggiolò l’altro, mettendosi subito le mani sulla
parte dolorante. “Perché mi hai picchiato?”
“Sei in ritardo, per prima cosa. Ed hai dimenticato che
giorno è oggi?” Chiese Tatsumi, incrociando le braccia e guardando l’altro
di sbieco.
“Oggi?” Chiese Tsuzuki perplesso. Era strano; in effetti
c’era qualcosa che avrebbe dovuto ricordare, ma in quel momento gli
sfuggiva.
Tatsumi sospirò ed ebbe pietà di lui. “Il tuo nuovo
partner ti aspetta nel tuo ufficio.” Gli disse, prima di incamminarsi verso
l’ufficio del capo.
Tsuzuki finalmente capì perché quella notte aveva dormito
poco e male: non aveva un compagno di lavoro da quando Tatsumi stesso aveva
lasciato il posto e si era quasi rassegnato al fatto di non trovare più
qualcuno capace di sopportarlo. La settimana prima, però, il capo gli aveva
annunciato che aveva trovato qualcuno perfettamente capace di tenergli testa
e di sopportarlo; Tsuzuki se lo immaginava un tizio rigido come Tatsumi, ma
dieci volte peggio e cento volte più freddo: niente di buono per lui,
insomma.
Con un sospiro, si ritrovò davanti la porta della sua
stanza e, facendosi forza, la aprì, stampandosi in faccia un sorriso. Fece
vagare lo sguardo lungo la stanza e vide una figura piccola e snella
appoggiata di spalle alla sua scrivania.
“Buongiorno…
Tu sei…” Borbottò incerto, inclinando la testa e pensando che si trattasse
di una ragazza.
“Ragazza a
chi, razza di idiota?!” Brontolò il tipo, voltandosi di scatto verso di lui,
con espressione furibonda.
Occhi verdi, pelle pallida, morbidi capelli castani,
fronte perennemente imbronciata e quel timbro di voce (oltre che quella
risposta furiosa): non poteva davvero sbagliarsi.
“Hisoka.” Fece stupito Tsuzuki, guardando incredulo il
ragazzo davanti a sé.
“Beh? Non dirmi che non l’hai letto?” Disse quello,
alzando il dossier di presentazione che stava sulla scrivania di Tsuzuki.
“Che ci fai qui?” Chiese sempre più incredulo lo
shinigami.
“Non ci posso credere, non l’hai letto davvero.” Borbottò
Hisoka, abbassando la testa sconfitto. “Sono il tuo nuovo partner.”
“Il mio…?”
“Sì, stupido!”
E, improvvisamente, Tsuzuki iniziò a ridere, abbracciando
forte il ragazzo.
Note: questo
epilogo è la parte migliore di tutta la ff (almeno a detta
mia), perché è breve ed è un happy ending. Beh, così nessuno potrà
dirmi che sono cattiva e non voglio bene a questi due disgraziati che mi
sono capitati per le mani.
Capitolo
usato per il prompt "001. Inizio" della mia BDT.
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).