Il bianco e il nero
 

 

Il Nero

 

Hisoka si svegliò lentamente dal bel sogno che stava facendo; si guardò intorno: fuori era buio, probabilmente sera inoltrata. Si accorse di essere steso sul letto, avvolto nel cappotto nero di Tsuzuki. Del suo partner, però, non c’era nessuna traccia nella stanza.

Il ragazzino chiuse gli occhi di nuovo, tirandosi il cappotto del compagno sotto il mento, rilassandosi nel suo calore. Tirò un sospiro di sollievo e si dimenticò per un momento dell’incubo che aveva fatto qualche ora prima; che strano potere aveva quel semplice cappotto nero!

Però, se l’aveva addosso ed era sul letto, voleva dire che Tsuzuki era tornato e l’aveva messo lì. Il pensiero lo fece arrossire (se ne accorse per l’improvviso calore che gli coprì il viso), ma si accoccolò di più nel cappotto del compagno, raggomitolandosi come un gatto. Doveva ammettere che, nonostante dicesse il contrario, quelle attenzioni da parte di Tsuzuki ed il fatto stesso d’essere trattato a volte come un bambino, in fondo gli piacevano; non avrebbe permesso a nessun altro di farlo, ma per Tsuzuki poteva fare un’eccezione, perché… Forse non c’era un motivo, o forse Hisoka non voleva scoprirlo. Gli bastava avere quei momenti, da vivere in solitudine o con il partner, quando tutto era silenzioso e lui poteva avvertire in calore dell’altro, l’affetto che l’altro gli dava; gli bastava sapere che, anche se si fosse addormentato e avesse fatto un brutto sogno, non doveva temere nulla, perché si sarebbe svegliato avvolto nell’abbraccio di quel cappotto, nell’abbraccio di Tsuzuki.

Sospirò nuovamente e poi si irrigidì per un momento, quando avvertì il letto piegarsi sotto il peso di qualcuno. Aprì gli occhi e si voltò, trovandosi faccia a faccia con l’oggetto dei suoi pensieri.

Tsuzuki gli sorrise, la testa poggiata sul cuscino, un braccio piegato sotto di esso e l’altro posato mollemente sul fianco. “Allora sei sveglio.” Sussurrò, nel buio che li circondava; le uniche luci venivano da fuori.

“Perché dormi qui?” Chiese il ragazzino, tirandosi il cappotto nero sotto il mento e guardando l’altro con aria di rimprovero.

“Perché non c’è un altro letto nella stanza, no?”

“C’è la poltrona.”

“La poltrona è scomoda!” Piagnucolò Tsuzuki, abbracciando il cuscino che dividevano. “Anche se tu ci hai fatto un gran sonno su…”

“Già…” Involontariamente, Hisoka si strinse nel cappotto; avvertì il tessuto nero contro di sé ed inspirò profondamente: il cappotto era permeato dell’odore di tutti i dolci che Tsuzuki aveva mangiato… e del suo odore, anche.

“Hai avuto un incubo?” Chiese lo shinigami più grande, avvicinandosi un poco verso di lui.

“Che importa?” Disse il ragazzo, ostentando una spavalderia che poco prima non sapeva nemmeno di avere. “Era solo un sogno.”

Tsuzuki sorrise, ma nel nero della notte Hisoka non lo vide; udì solo un piccolo sbuffo e lo strusciare del tessuto; avvertì la presenza dell’altro farsi più vicina ed infine il contatto delle loro fronti.

“Sei così saggio, Hisoka.” Sussurrò Tsuzuki, occhi chiusi, mentre scivolava piano nel sonno.

“Non prendermi in giro.” Mormorò l’altro, chiudendo a sua volta gli occhi e scostando un poco la testa. Sapeva che avrebbe dovuto/potuto prendersela di più per quell’affermazione, o lamentarsi dell’eccessiva vicinanza dell’altro, ma il calore del corpo accanto al suo, la sensazione di non essere solo, di essere protetto, lo stavano cullando nuovamente in quella fase di semi-coscienza che precede il sonno profondo.

In quel momento non si toccavano fra loro, ma alla mattina, quando Hisoka aprì gli occhi, si ritrovò nell’abbraccio del compagno, coperti solo dal suo cappotto nero. Si disse che per quel momento poteva anche lasciare Tsuzuki dormire; pensò che poteva infastidirsi dopo, quando anche l’altro fosse stato sveglio.

Poi, dal nulla, pensò che il bianco ed il nero, per lui, avevano significati completamente opposti a quelli che comunemente venivano loro attribuiti.

Con un sospiro soddisfatto, si raggomitolò contro Tsuzuki, tirandosi il cappotto nero sopra la testa per immergersi ancora in quel colore… 

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