
Decisioni difficili
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“Hisoka.” Chiamò Tsuzuki, guardandolo con aria preoccupata. Il ragazzino sbuffò. “E’ difficile fare una scelta.” Brontolò il più grande, prendendosi la testa fra le mani.
Hisoka finse totale
indifferenza.
“Se scelgo una cosa
poi potrei perderne una migliore.” Disse Tsuzuki, con un’impostazione quasi
tragica della voce.
Hisoka tentò di
ignorarlo, ma iniziò a dare i primi segni d’irritazione.
“Tu cosa faresti
nella mia situazione? Cosa sceglieresti?” Chiese il più grande. Hisoka alzò
gli occhi, con l’intenzione di rivolgergli un’occhiata omicida, ma a subire
il suo sguardo furioso furono un paio dolci in due piattini distinti. I
pasticcini tremarono mentre lui li guardava con odio.
“Quello alla crema di
caffè oppure quello con panna e fragole?” Domandò ancora Tsuzuki,
porgendogli i piattini. “Tu che cosa mangeresti prima?”
Hisoka contò fino a
dieci (come gli aveva consigliato di fare Watari in questi casi); ma
arrivato al dieci aveva ancora voglia di prendere a male parole l’altro.
Allora respirò profondamente, cercando di pensare a qualcosa di rilassante
(come gli aveva suggerito di fare Tatsumi); ma nemmeno quello servì. I due
pasticcini, inoltri, erano ancora lì davanti al suo naso, a fissarlo con
aria terrorizzata dai loro piattini.
“Tsuzuki.” Esordì il
ragazzino, cercando i mantenere il tono della voce ad un livello che non
superasse l’aggettivo acido. “Io odio i dolci.”
“Lo so, ma se tu non
li odiassi, quale sceglieresti?” Insistette Tsuzuki, guardandolo con
aspettativa.
“Tsuzuki.” Disse di
nuovo Hisoka, come avvertimento; da acido era passato a
terribilmente irritato. “Io
non mangio i dolci e non li mangerei a lavoro se mi piacessero.”
“Sì, ma metti che ora
non sia orario di lavoro…”
“Tsuzuki!” Furioso
era l’attuale livello di Hisoka. “Smettila con queste stupidaggini! Cosa
vuoi che me ne importi dei tuoi dannatissimi dolci? Tanto li mangerai
comunque entrambi!”
Il volto di Tsuzuki
sembrò illuminarsi, all’improvviso; guardò Hisoka con un sorriso entusiasta,
poi si sporse in avanti e gli baciò la punta del naso. “Ti amo, lo sai, no?”
Hisoka lo guardò
mentre tornava a sedersi al suo posto, troppo allibito per poter anche solo
arrossire per… Oh, pensò, mentre
le guance si coloravano di rosso. “Sei un idiota.” Borbottò, fingendo di
tornare al lavoro, mentre in realtà, sbirciava quello che faceva l’altro:
Tsuzuki aveva posizionato i due dolci davanti a sé, aveva afferrato la
forchetta e stava per affondarla nel primo pasticcino quando si bloccò di
colpo.
Oh no,
pensò Hisoka, terrorizzato.
“Hisoka.” Chiamò
Tsuzuki, con voce lamentosa.
Nonono,
pregò Hisoka.
“Quale mangio per
primo?”
Hisoka sospirò;
scegliere era davvero difficile, ma in quei casi lui non aveva dubbi:
Tsuzuki, quella sera, avrebbe dormito sul divano.
“Hisokaaa.”
Sulla sdraio,
quella scomoda,
si corresse.
“Aiutami!”
Sullo zerbino!
Certe decisioni venivano naturali…
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).