
On a freezing winter
evening
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Il vento che soffiava dalla piccola casetta ululava forte e qualche spiffero gelido entrava dalle finestre di vetro sottile e dalla porta. Il fuoco nel camino era piacevole, ma non era abbastanza forte da riscaldarli. Hisoka si strinse nelle spalle, coprendosi le gambe con il piumino che indossava; nonostante, però, lo tirasse non gli arrivava che a metà coscia ed in quel modo non serviva a molto.
Si voltò indietro e
vide Tsuzuki che ancora trafficava nel ripostiglio, probabilmente alla
ricerca di cibo.
Il ragazzino sospirò
infastidito… Lui e la sua ossessione per il cibo! Era una vera seccatura… ed
era una vera seccatura anche il fatto che fossero bloccati in un rifugio
vuoto, nel bel mezzo di una bufera di neve, senza possibilità di spostarsi.
E poi c’era quel gelo che gli stava congelando mani e piedi; il naso quasi
non lo sentiva più ed aveva l’impressione che i suoi capelli fossero
diventati di ghiaccio. Hisoka odiava il caldo, ma questo non voleva certo
dire che gli piacesse morire di freddo. Beh, morire era una parola
grossa, ma si faceva per dire, no?
Qualcosa di caldo e
pesante gli venne avvolto sulle spalle ed il ragazzino sussultò per la
sorpresa. Una bella coperta di lana, lana grossa e pesante, lo avvolgeva
come un bozzolo; si voltò verso Tsuzuki, che gli si era seduto accanto,
allungandosi verso il calore del fuoco. Nessuna coperta per lui.
“Ne ho trovata solo
una.” Disse lo shinigami più grande, con un sorriso, come se fosse lui
quello capace di leggere nel pensiero. “E mi sembrava che tu stessi
congelando.”
Starnutì
rumorosamente, prima di poter aggiungere altro; Hisoka lo guardò con un
sopracciglio sollevato, piuttosto scetticamente. “Beh, mi pare che nemmeno
tu stia troppo bene.” Puntualizzò, sollevando la coperta e avvicinandosi
all’altro.
Tsuzuki lo osservò
sorpreso mentre il ragazzo copriva entrambi e si stringeva a lui. “Così
almeno non ti viene il raffreddore…” Disse, piano piano, mentre fissava gli
alberi al di là della finestra agitati dal vento, che creava vortici di
neve.
“Grazie…” Borbottò il
più grande, crogiolandosi nel calore della coperta e nella bella sensazione
che la vicinanza di Hisoka gli provocava. “Grazie per preoccuparti così per
me.”
Hisoka arrossì
vistosamente, ma nascose tutto aggrottando la fronte ed assumendo
un’espressione severa. “Figurati se mi preoccupo di un idiota come te.
Voglio solo evitare che tu ti lamenti dopo esserti ammalato!” Lo rimbrottò,
non troppo convinto per la verità.
Tsuzuki lasciò
correre; passò una mano fra i capelli gelidi del ragazzino: erano ancora
così soffici e setosi che era un piacere toccarli, anche così freddi.
“E smettila…” Disse
il più piccolo, in un borbottio confuso, nascondendo il viso dietro la
coperta.
Lo shinigami più
anziano non disse nulla, ma non smise nemmeno di carezzargli i capelli:
poteva dire dallo sguardo un po’ perso di Hisoka che quelle coccole non gli
davano fastidio per niente e che non voleva davvero che smettesse. Sorrise e
lo abbracciò, poggiando il mento sui capelli del ragazzino.
Hisoka lottò per un
attimo contro l’istinto di spingerlo via, ma poi la sensazione di calore che
lo avvolgeva gli fece pensare che, tutto sommato, era meglio farsi
abbracciare da uno stupido, che “morire” di freddo.
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Tea House Moon © Chu, dal 01 Giugno 2008. Tutte le fanfic che troverete qui sono © di Chu, le canzoni, le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E' assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito sine esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro (dannazione!).